L’articolo Coronavirus: ieri oltre 172mila persone controllate in tutta Italia, elevate 1.979 sanzioni sembra essere il primo su Meteo Web.
Source: meteoweb.eu
Sono centinaia le telefonate arrivate al centralino dell'ANPVU e al cellulare del suo Presidente Carmine Canino di utilizzatori di vaporizzatori personali (e-cig) che chiedono delucidazioni sul vapore emesso dalle e-cig e diffusione del virus a seguito di alcune notizie circolate nei giorni scorsi.
Come Associazione ANPVU ha quindi chiesto al Professor Fabio Beatrice, Direttore del Centro antifumo dell'Ospedale San Giovanni Bosco di Torino, uno dei maggiori esperti nazionali sull'argomento, di rimettere le informazioni diffuse all'interno di un rigoroso seminato scientifico allo scopo di correggere le informazioni parziali che hanno allarmato il milione di utenti che è passata alla sigaretta elettronica per limitare i danni sulla propria salute.
Tutti gli studi fino ad oggi pubblicati suggeriscono che il COVID-19 viene trasmesso principalmente attraverso le goccioline respiratorie (droplets) di persona infetta a distanza ravvicinata a seguito di un colpo di tosse o di uno starnuto o parlando. Più raro il contagio attraverso le superfici infette (Cheng et al., 2020; Lewis, 2020; Schwartz, 2020).
IL VIRUS SI PUO' TRASMETTERE CON IL VAPORE DELLE E-CIG – FALSO
"Si è già espresso sull'argomento il professore emerito Neal Benowitz del Centre for Tobacco Control Research and Education dell' University of California di San Francisco" spiega Beatrice "che ha spiegato come le sigarette elettroniche presentino alcun rischio di diffondere il virus a meno che non si sia positivi e si tossisca mentre si esala il vapore. Va precisato inoltre che ciò che viene espirato dalle sigarette elettroniche non è saliva ma vapore, glicole propilenico, glicerina e sostanze chimiche aromatizzanti in cui possono essere presenti particelle microscopiche di saliva in quantità così trascurabili da non poter ragionevolmente veicolare il virus. Uno svapatore positivo al Covid-19 non può essere considerato un vettore del virus a meno che non tossisca nel momento esatto in cui espira il vapore".
"Aggiungerei che mi pare quanto meno singolare l'idea che si possa svapare in presenza di soggetti terzi dal momento che l'indicazione del decreto parla dell'utilizzo di mascherine obbligatorio in presenza di altre persone, come strumento di protezione per tutti specialmente nei luoghi di lavoro dove saranno applicati protocolli severi. Chi vuole usare la e-cig dovrà farlo quindi da solo e possibilmente all'esterno così indicano le norme del divieto di fumo negli ambienti di lavoro".
IL VIRUS VIAGGIA LEGANDOSI AL PARTICOLATO ATMOSFERICO – FALSO
Ultimamente, prosegue ANPVU, “sono state divulgate ipotesi teoriche, non confermate da alcuna evidenza sperimentale, che ipotizza che il particolato atmosferico possa essere un supporto (carrier) per la diffusione del virus per via aerea. Questa ipotesi non ha plausibilità biologica. Infatti, pur riconoscendo al PM la capacità di veicolare particelle biologiche (batteri, spore, pollini, virus, funghi, alghe, frammenti vegetali), appare poco plausibile che i Coronavirus possano mantenere intatte le loro caratteristiche morfologiche e le loro proprietà infettive dopo una permanenza più o meno prolungata nell'ambiente. Temperatura, essiccamento e UV danneggiano infatti l'involucro del virus e quindi la sua capacità di infettare.
L'aspetto è oltremodo delicato perché la diffusione non corretta di fantasiose ipotesi, non suffragate da evidenza scientifica, può essere molto fuorviante nella comunicazione del rischio ad una popolazione, già disorientata e allarmata. Le modalità di trasmissione, così come la prevenzione del contagio, dovrebbero essere comunicate con estrema attenzione e scientificità solo dagli organi competenti e dalle Istituzioni perché sono attualmente l'aspetto più importante per il contenimento e controllo della diffusione dell'infezione.”
L'INQUINAMENTO TRASMETTE IL VIRUS – FALSO
I dati disponibili relativi all'epidemia “mostrano che le classi di età di gran lunga più colpite (in termini sia di casi che di decessi) sono quelle adulto-anziane. In Italia infatti l'età media dei casi è di 62 anni (con circa l'1% dei casi con età <18 anni). Il ridotto numero di casi COVID-19 nella popolazione infantile appare non suffragare l'ipotesi di una azione favorente degli inquinanti (se inquinamento c'è colpisce tutti).
Il legame tra Covid 19 e inquinamento atmosferico, in particolare da polveri sottili PM 10 deve essere letto nel senso che l'esposizione a PM 10 nel corso degli anni indebolisce i polmoni, aumenta i danni cumulativi a carico dell'apparato respiratorio e lo espone a maggiori criticità nella polmonite interstiziale da covid-19 così come chiarito dall'Harvard University T.H. Chan School of Public Health.”
Come ha sottolineato anche l'ISS: "La complessità del fenomeno, insieme alla parziale conoscenza di alcuni fattori che possono giocare o aver giocato un ruolo nella trasmissione e diffusione dell'infezione SARS-CoV2, rendono al momento molto incerta una valutazione di associazione diretta tra elevati livelli di inquinamento atmosferico e la diffusione dell'epidemia COVID-19, o del suo ruolo di amplificazione dell'infezione. Uno studio potrà essere svolto con il corretto approccio scientifico, solo quando l'epidemia e l'emergenza saranno terminate e potranno essere disponibili tutte le conoscenze sulle variabili/fattori utili ad analizzare il fenomeno, effettuando anche un'analisi comparativa su scala più ampia quale quella europea e internazionale".
CHI VIVE IN AREE INQUINATE PRESENTA MAGGIORE SENSIBILITA' POLMONARE A CAUSA DELL'INSULTO CRONICO – VERO
ANPVU precisa che “esistono anche indicazioni sul fatto che i pazienti di coronavirus che vivevano nelle aree ad alto inquinamento già da prima della pandemia, avessero maggiori probabilità di gravi complicazioni e di exitus a causa dell’infezione rispetto a pazienti che invece erano vissuti in aeree più pulite degli Stati Uniti. E’ quanto emerge da un’analisi che prova come elevati livelli di particelle PM 2.5 siano associati a tassi di moralità più elevati per il coronavirus. Lo studio di Harvard è il primo a livello nazionale americano a mostrare un link statistico che rivela sovrapposizione fra le morti da coronavirus e altre malattie associate all’esposizione di lungo termine alle PM 2.5 che quindi risulta perfettamente coerente con una ipotesi di maggiore sensibilità respiratoria degli anziani.
A livello globale, i principali effetti sanitari correlati all'inquinamento dell'aria indoor e outdoor sono relativi all'aumento delle Malattie non trasmissibili-Non Communicable Deseases (NCD), che includono principalmente le malattie croniche del sistema cardiocircolatorio quali le malattie ischemiche del cuore (infarto miocardico, ictus cerebrale), quelle dell'apparato respiratorio, come l'asma, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) che porta ad una maggiore predisposizione alle infezioni respiratorie, e il cancro del polmone per esposizioni sul lungo periodo.”
L'ESPOSIZIONE ALL'INQUINAMENTO AUMENTA IL RISCHIO DI MALATTIE E MORTE – VERO
Vivere in aree urbane dove l'inquinamento atmosferico è elevato “incide sullo stato di salute generale della popolazione, come dimostrano gli studi di numerosi gruppi di ricercatori scientifici nazionali e internazionali.
L'Agenzia Ambientale Europea (EEA) ogni anno produce un report sul Burden of Desease dell'inquinamento atmosferico in Europa in base ai livelli di concentrazione dei singoli inquinanti misurati (PM2,5, NO2 e O3) dalle diverse centraline di monitoraggio dell'aria presenti nei diversi paesi (concentrazioni variabili anche in funzione delle condizioni meteorologiche e del numero e della qualità di funzionalità delle centraline). Nel report 2019 l'EEA ha stimato per l'Italia circa 60.000 morti premature per esposizione a PM2,5.”
VIA AEREA E DROPLET SONO SINONIMI – FALSO
Così come riportato dal Ministero della Salute, l'infezione da Covid-19 è una malattia che si trasmette tramite droplet (le goccioline di Flugge): i droplets sono goccioline di saliva ( ≥ 5 micron) la trasmissione avviene attraverso le goccioline che veicolano i germi nell'aria quando la fonte e il paziente sono vicini. Ciò capita, come riferisce il Ministero della Salute, starnutendo, parlando, tossendo. La trasmissione per via aerea avviene invece con particelle molto più piccole e volatili (< 5 micron) dei droplets.
DISTANZIAMENTO, MASCHERINE E LAVAGGIO DELLE MANI PROTEGGONO DALL'INFEZIONE – VERO
In ogni caso il distanziamento a 2 metri, l'uso di una mascherina e la consuetudine di lavare correttamente le mani dopo aver avuto contatti con l'esterno si confermano come efficaci cautele e sono esattamente le indicazioni adottate come strumento generalizzato di salute pubblica. Il Ministero della Salute sul suo sito istituzionale conferma che il virus si trasmette tossendo e starnutendo o con il contatto delle mani con naso, occhi e bocca dopo aver toccato superfici infette. Rari i casi di contaminazione fecale , non è invece provata la trasmissione con alimenti.
"Purtroppo gli utilizzatori di sigaretta elettronica sembrano nel mirino quasi più dei fumatori tradizionali e sono spesso oggetto di stigma. L'obiettivo che ci prefiggiamo è quello di far si che si attuino politiche sanitarie in grado di informare le masse dei danni reali legati al fumo e della possibilità di liberarsi dalla dipendenza dal fumo attraverso metodi meno dannosi appoggiati dalla comunità scientifica," spiega il Presidente ANPVU Carmine Canino. "Gli utilizzatori di e-cig sono persone che hanno fatto una scelta per proteggere la propria salute e sono mediamente più attenti a proteggere quella dei propri congiunti. La nostra associazione è oggi in prima linea per veicolare informazioni scientifiche corrette a supporto delle politiche internazionali che vedono negli strumenti alternativi al tabacco una opportunità per passare a stili di vita meno dannosi".
Chi è ANPVU – L'Associazione Nazionale per i Vapers Uniti rappresenta il milione di consumatori Italiani di vaporizzatori personali. È impegnata nella diffusione di notizie medico-scientifiche ed esperienze dirette sulla validità dell'utilizzo dei vaporizzatori come mezzi per la riduzione del danno da fumo combusto. Sul territorio italiano ed a livello internazionale si impegna ad offrire supporto ai fumatori nel percorso di cessazione della dipendenza da nicotina tramite l'utilizzo dei vaporizzatori personali. Si impegna, inoltre, nella difesa dei diritti e degli interessi degli svapatori e nella promozione di iniziative volte a favorire la conoscenza dei mezzi di riduzione del danno.
L'ANPVU è tra i fondatori di ETHRA European Tobacco Harm Reduction Advocates, la rete internazionale di Associazioni di Consumatori attraverso la quale è favorito il dialogo con le Istituzioni dei Paesi membri, per promuovere l'utilizzo dei vaporizzatori come strumento di riduzione del danno e chiarire ulteriormente che l'opinione pubblica non può e non deve rimanere all'oscuro della reale efficacia di tali dispositivi nella lotta al tabagismo.
L’articolo “Il Coronavirus si trasmette anche col vapore delle e-cig”: solo una delle tante fake news sulla sigaretta elettronica sembra essere il primo su Meteo Web.
Source: meteoweb.eu
Engineer Keith Jacob, from Northland, is one of 11 New Zealand crew members spending the winter at Scott Base in Antarctica. It’s the only continent free of Covid-19, yet one where isolation is part of the usual drill.
Anke Richter: How was your last weekend, Keith?
Keith Jacob: Very social. We had a whole bunch of people from McMurdo, the American base, come here and play darts, and some of us went over there for swing dancing. I can mix with almost 180 people. At Anzac Day, we held a dawn service in the morning.
No social distancing in Antarctica then – the only continent that’s free of Covid-19?
Yeah, that pandemic has stolen our bragging rights about spending a year in isolation on the ice. I feel less special now. The tables have been turned. We came down here to have this extreme experience, and now we are less isolated than most people on the planet.
No “bubbles”?
Technically, we’re forming a bubble with McMurdo Station which is only a 10-minute drive away. We are 11 people here at Scott Base, another 167 over there. Our next neighbours are the Italians who are about 600 kilometres away. There is no aircraft service to their place.
And no more visitors from outside Antarctica?
Some cruise ships were in the area in late summer and wanted to come on shore to see the historic Discovery hut, but we did not let them come to the base. We watched the situation very carefully. Our job down here is all about risk assessment, that’s what we do every day. And we already have many things in place that other countries suddenly had to adjust to.
Like what?
Measures like hand sanitiser in the dining room and always washing your hands – everyone here is pretty good at that discipline. With so many people in a confined space, you cannot afford to have an illness, no matter what sort of virus it is, because it would go through the population very quickly. There are some very time-critical operations going on here and people go out into the field. You don’t want them getting sick with a gastro bug.
Quarantine is not a new concept to you then?
We always have these procedures in place and do that very quickly, with different parts of the building, as a precaution.

‘We came down here to have this extreme experience, and now we are less isolated than most people on the planet’ (Photos: Supplied)
So the Covid-19 crisis has changed the whole world, but not yours?
Since it doesn’t really affect us, it’s all business as usual here. All of a sudden, we have a whole bunch of freedoms that others around the world have lost. The only difference we feel is that we would normally get flights through the winter, but now the last plane went out this week. There won’t be another one till August.
To what effect?
Since we don’t know what’s happening with the science programme next year, the Americans are keeping some staff around in case they cannot get relief staff in. The winter crew signs up for 13 month and comes down in the summer, then the summer crew goes home, and the winter crew stays on. Some of the Americans were expecting to fly home and are now staying. Some wanted to leave but couldn’t or needed to change flights. The Antarctic gateway was moved from Christchurch to Melbourne because of the border entry restrictions in New Zealand.
Tell me about your crew at Scott Base.
It’s a trade environment in winter, with a mechanic, a carpenter, an electrician – three women and eight men. Three of them have wintered here before. We’ll have to run one scientist up the hill where she’s spending time on science experiments, and one sea ice probe needs to get out, but otherwise it’s pretty much all maintenance.
What’s your job?
I’m the water engineer. My responsibility is making drinking water from sea water under the ice with reverse osmosis, and to treat the used water before it’s returned to the ocean.
What kind of person spends a winter on the ice?
Winter people are handling some things better, but you can’t pick whether they are introverts or extroverts. We’re probably all a bit odd. What we have in common is a taste for adventure, and that you have to be vulnerable and step out of your comfort zone. They say you come out a different person.
How dark is it at the moment?
Last week there was a little bit of daylight, but we’ve lost it now. I was outside at quarter to five today and I could just see the horizon. The stars were out. Next week will be dark 24 hours a day. We won’t see the sun again until the end of August.
No daylight for four months sounds more challenging to me than five weeks in lockdown.
Well, we had six months to build up to it over the summer, which is very different to what happened to you in New Zealand. We talk on the phone, we have internet, I’m feeling pretty good. And we signed up for it and knew what was coming. The coronavirus situation was unexpected.
How did you prepare for your winter in isolation?
I was a stand-by guy for 12 months before coming down here and had a lot of time to research the psychology of it, how the darkness and isolation can affect me. Being aware of it helps, that a change is happening. I’ve spent 25 years on boats in remote places around the world and am used to solitude, being away from family. And I’m always thinking about what can go wrong, which is a good attitude to have around here.
Is the health and safety prep from Gateway Antarctica focused on mental health?
The pre-deployment training is excellent. We look out for each other and give people space. Since we’re normally not used to being in closed quarter environments for such extended periods, we have to learn new measure, like being empathic and judging people’s moods. Some people need to withdraw and do things on their own. But when they withdraw too much, it might be good to invite them to do a group activity.
Like what?
We have quite a lot of jigsaw puzzles and card games going on here. Crosswords in the morning and afternoon tea breaks. Good to have something different than normal day-to-day interactions. We are aware of everyone’s family back home and watch the news together every night.
Many people are struggling in self-isolation or in their bubbles in New Zealand. Any tips?
Keeping a routine helps, and setting yourself a goal, even just daily. Have your recreational time and your mealtimes. Your body and brain are used to those things. It gives you stability in the uncertainty. Reconnect with people you have not been in touch with for a while – don’t become a hermit. Challenge yourself a bit.
How do you spend your time after work?
Less is happening outside now so we move to the gym. There are lots of social club activities and dance classes or yoga. There’s soccer tonight, and after dinner I’ll go and watch Star Wars.
Can it get a bit claustrophobic? Any cabin fever?
In the summer it gets really busy with scientists and support staff. We had 85 people working here at Scott, and around 350 passing through, plus 1,200 at McMurdo. I’m actually enjoying having the place to myself now, with fewer distractions. I can get to know people better through longer conversations and am still finding things out after eight months. Some people hold talks about their climbing adventures or give travelogues.
Any positives for you personally in this pandemic? Because there’s always a silver lining…
It’s been really nice that I can actually catch up with friends around the world. Because they’re at home in lockdown, they have more time to talk to me over the phone.
Source: thespinoff.co.nz — The Spinoff
jQuery(document).ready(function() { jQuery(‘#contMW .slideshow-window, #contMW .gallery’).remove(); });
Previsioni Meteo – Altra giornata di caldo quasi estivo oggi in gran parte d’Italia, stavolta soprattutto al Nord, nel cuore della pianura Padana, ma anche nelle zone interne del centro e nelle aree pianeggianti e continentali del Sud con +28°C a Ferrara e Cremona, +27°C a Milano, Firenze, Brescia, Parma, Prato, Mantova, Reggio Emilia, Jesi, Vercelli, Foggia, Cosenza e Oristano, +26°C a Torino, Bologna, Novara, Modena, Perugia, Bolzano, Vicenza, Alessandria, Asti, Sondrio, Lodi, Pavia, Pordenone, Ancona e Guidonia, +25°C a Roma, Verona, Padova, Pisa, L’Aquila, Udine, Treviso, Siena, Bergamo e Latina.
Le temperature aumenteranno ancora nei prossimi giorni, con picchi di oltre +30°C all’estremo Sud tra Domenica pomeriggio e Lunedì mattina quando tra Catania e Siracusa ci aspettiamo picchi di +36°C. Ma gli ultimi aggiornamenti dei modelli sono particolarmente impressionanti per il prossimo weekend: tra Sabato 16 e Domenica 17 Maggio, infatti, l’Italia verrà colpita da un’ondata di caldo storica, senza precedenti per questo periodo dell’anno, tant’è che verranno stravolti tutti i record di caldo mensile. Le mappe del modello europeo ECMWF che pubblichiamo nella gallery scorrevole a corredo dell’articolo sono a dir poco impressionanti: sarebbe un’ondata di calore importante anche se si verificasse in piena estate, a Luglio o Agosto, ma per Maggio ed a maggior ragione per metà Maggio è qualcosa di mai visto nella storia.
Le temperature supereranno i +40°C all’estremo Sud, in Sardegna e Sicilia, e arriveranno ad oltre +35°C non soltanto nelle altre Regioni del mezzogiorno ma anche in molte aree del Centro.
L’articolo Previsioni Meteo, storica ondata di caldo sull’Italia tra 16 e 17 Maggio: picchi di +40°C senza precedenti al Sud sembra essere il primo su Meteo Web.
Source: meteoweb.eu
La dieta mediterranea è esaltata per i tanti effetti positivi che produce sul corpo umano. Ora alla lunga lista dei benefici già dimostrati, si aggiungono quelli contro i calcoli renali, secondo quanto suggerisce uno studio pubblicato sull”American Journal of Clinical Nutrition’, firmato da Pietro Manuel Ferraro, Uoc Nefrologia della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs e associato di Nefrologia all’università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Roma. È noto che la dieta giochi un ruolo importante nella formazione dei calcoli renali ma finora non era mai stato studiato il ruolo di una dieta salutare nella riduzione del rischio di formazione di nuovi calcoli.
Secondo lo studio, la dieta mediterranea ridurrebbe del 28% il rischio di calcoli renali. “Insieme ai colleghi americani, abbiamo effettuato uno studio longitudinale – spiega Ferraro sul sito del Policlinico Gemelli – utilizzando 3 diversi gruppi di persone che avevano preso parte all’Health Professionals Follow-up Study (42.902 uomini), al Nurses’ Health Study I (59.994 donne) e al Nurses’ Health Study II (90.631 donne)”. “Ogni 4 anni (e per oltre 30 anni di seguito) sono state controllate le abitudini dietetiche di queste grandi coorti attraverso un questionario nutrizionale, mentre l’aderenza alla dieta mediterranea veniva valutata utilizzando il punteggio aMed (alternate Mediterranean diet). Per un sottogruppo di 6.077 partecipanti si è reso disponibile anche un campione di urine sul quale è stata analizzata l’escrezione di soluti urinari”.
Durante il follow-up sono stati diagnosticati 6.576 casi di nuovi calcoli renali. Il rischio di sviluppare nuovi calcoli è risultato del 28% inferiore nelle persone più aderenti alla dieta mediterranea. La spiegazione di questo effetto protettivo viene dalla composizione delle urine di questi soggetti, che presentano una maggior concentrazione di citrato, un pH più alto (le urine erano cioè meno acide) e una minor concentrazione di sodio urinario. Tutto ciò determina una minor propensione alla precipitazione di cristalli che, aggregandosi, possono formare i calcoli veri e propri. L’80% dei calcoli è composto di ossalato di calcio; seguono quelli di acido urico e di fosfato di calcio; più rari quelli di cistina e da fosfati tripli. “La calcolosi renale – ricorda Ferraro – interessa circa il 9% degli italiani. Nel nostro Paese ogni anno si registrano circa 100 mila nuovi casi di calcolosi renale. Oltre a essere particolarmente fastidiosa per chi ne soffre, questa condizione si associa nel lungo termine a problematiche, quali lo sviluppo di insufficienza renale cronica. Nella sua prevenzione giocano un ruolo molto importante le abitudini alimentari. Il rischio di calcolosi renale aumenta con una dieta troppo ricca di proteine animali, zuccheri semplici e sale. Anche una idratazione adeguata gioca un ruolo molto importante: la bevanda da preferire è l’acqua; da evitare invece sono le bevande gassate e zuccherate“.
“Come dimostrato dal nostro studio – sottolinea Ferraro – la dieta migliore per prevenire la formazione dei calcoli è quella mediterranea che prevede un abbondante apporto di frutta e verdure fresche, legumi e un adeguato apporto di alimenti contenenti calcio“. Per la formazione dei calcoli è importante anche il ruolo della componente genetica e dello stile di vita; oltre alla dieta, sono importanti un’attività fisica costante e il controllo del peso corporeo. “Le persone che tendono a formare con frequenza calcoli renali – conclude Ferraro – dovrebbero essere sottoposte a uno studio metabolico approfondito per evidenziare l’eventuale presenza di anomalie come un’eccessiva escrezione urinaria di calcio e ossalato o una ridotta escrezione di citrato. In questi casi può essere effettuata una prevenzione mirata, per ridurre il rischio di recidive di calcoli e prevenire quindi lo sviluppo di insufficienza renale”.
L’articolo La dieta mediterranea "scudo" contro i calcoli renali: riduce il rischio del 28% sembra essere il primo su Meteo Web.
Source: meteoweb.eu
I dati sull’epidemia di Coronavirus in Italia forniti dalla protezione civile sono anche oggi molto confortanti: nelle ultime 24 ore ci sono stati 243 morti, un dato molto triste ma legato alle persone che si ammalavano oltre 20 giorni fa e comunque in netto calo rispetto alle scorse settimane, ma anche 2.747 guariti e appena 1.327 nuovi casi su 63.775 tamponi effettuati. Appena il 2,0% dei test è risultato positivo. Anche oggi i nuovi casi sono concentrati in Lombardia (+634), Piemonte (+233) ed Emilia Romagna (+111), mentre il Sud è fuori dal tunnel con pochissimi nuovi casi, molti guariti e sempre meno pazienti ricoverati (appena 4 nei reparti di terapia intensiva di tutto il territorio di Calabria, Basilicata e Molise). Adesso il bilancio complessivo dell’Italia è adesso di:
Le persone attualmente ammalate, sono 87.961. Questi pazienti sono così suddivisi:
Anche oggi è diminuito il numero delle persone ricoverate: nei reparti di terapia intensiva abbiamo 143 pazienti in meno rispetto a ieri, e negli altri reparti 538 in meno, per un totale di 681 ricoveri in meno.
Eloquente il grafico con l’andamento del dato dei nuovi contagi giornalieri in Italia dal 26 Febbraio:
La tabella con tutti i dati Regione per Regione:
L’articolo Coronavirus, l’Italia supera i 30 mila morti ma il contagio continua a diminuire: il Sud è già fuori dal tunnel [DATI] sembra essere il primo su Meteo Web.
Source: meteoweb.eu
Sempre più al centro dei trattamenti per salvare i pazienti contagiati dal nuovo coronavirus è la terapia che utilizza il plasma dei guariti. Tra coloro che fanno affidamento a questo trattamento, e ormai sono tanti nel mondo, c'è anche Giuseppe De Donno, direttore della Pneumologia e dell'Unità di Terapia intensiva respiratoria all'ospedale Carlo Poma di Mantova. In un'intervista rilasciata a Business Insider Italia, De Donno spiega la terapia, i suoi vantaggi e l'ostilità e le polemiche che l'hanno circondata negli ultimi giorni.
Curando i pazienti con il plasma iperimmune, nell'ultimo mese l'ospedale non ha registrato decessi tra le persone trattate: i pazienti sono migliorati o si sono stabilizzati. Tra i pazienti curati all'ospedale mantovano, nessuno si è aggravato e "non abbiamo registrato alcun effetto collaterale. Il plasma è sicuro. Non stiamo parlando di una pozione magica. I risultati dello studio stanno per essere pubblicati".
"Ho passato 25 giorni senza dormire. E anche ora quando arrivo a casa non riesco a smettere di pensare agli occhi dei nostri pazienti. Gli occhi dei morti, quelli che non siamo riusciti a salvare, mi accompagnano tutte le notti. Questo è un virus maledetto, in 36 ore ti distrugge. Dobbiamo imparare a conviverci. Ma proprio perché è un virus che ti colpisce duro, alle spalle, non capisco questo accanimento contro la cura al plasma. Forse i miei colleghi non si rendono conto che divisi si perde. A meno che qualcuno davvero non ami perdere. La cura sta mostrando risultati eppure le critiche, mai nel merito, aumentano sempre di più", ha detto De Donno.
"Forse il mondo accademico soffre perché la scoperta arriva da un piccolo ospedale e non da qualche rinomato laboratorio. Di certo se questa cura andrà avanti sarà per merito della rete ospedaliera. Che in Italia resta eccellente. Io non escludo che il plasma si possa utilizzare anche prima dell'insufficienza respiratoria. Negli Stati Uniti stanno pensando di fare dei cicli di plasmaferesi per proteggere il personale medico. Di certo abbiamo aperto una nuova era. Questo è un nuovo modello che potremmo utilizzare anche in futuro. A costi estremamente bassi", ha aggiunto De Donno.
Il virologo Roberto Burioni
Il virologo Roberto "Burioni si comporta come se avesse la verità in tasca dicendo che è meglio un farmaco sintetizzato piuttosto che il plasma iperimmune e che secondo lui potrebbe trasmettere malattie, mentre è sicuro grazie ai controlli accurati e meticolosi che facciamo da sempre. Burioni risponderà di quello che dice, ma attaccare la sicurezza del plasma è folle. Fossi il presidente dell'Avis mi vergognerei. È inaccettabile che sia intervenuto mettendo in dubbio la nostra sperimentazione quando avrebbe solo dovuto dire con chiarezza che il plasma è sicuro: se inoculiamo un dubbio del genere, le donazioni crollano. E il plasma iperimmune in questo momento è la migliore arma che possediamo".
Tra l'altro, non è neanche costosa."Per ogni paziente si spendono 82 euro che sono il costo della sacca, del trattamento in laboratorio del plasma e del personale ospedaliero, più o meno quanto gli integratori per la palestra. Se sono tanti per salvare una vita non ho capito nulla della medicina. Poi, se le case farmaceutiche sono in grado di darci soluzioni migliori in tempi più rapidi a prezzi più bassi sarei il più felice della terra. Non credo che sintetizzare il plasma in laboratorio sia più economico. Questa è una cura democratica: arriva dal sangue donato dai guariti”, spiega De Donno.
"Io sono un sostenitore dei vaccini, ma sarà un lavoro lungo. Questo virus muta, ha diversi ceppi. Quello che ha colpito l'Italia non è lo stesso della Cina e in Lombardia stessa ci sono diversi ceppi, basta vedere come sono diversi i decorsi dei pazienti. A noi oggi serve subito un proiettile da usare per la fare acuta: una cura capace di seguire le mutazioni del virus. Il plasma lo fa. Poi, se dalle case farmaceutiche ne arrivasse uno più economico e più efficacie, ne saremmo felici. I farmaci per l'artrite sono stati usati senza fiatare, il plasma, invece, una cura che funziona senza effetti collaterali è contestata. Forse perché non muove grandi interessi. Però tanti ospedali stanno partendo con il nostro protocollo. È un buon segnale. Non so perché Burioni sia così negativo, ma di certo ha toppato ogni previsione fin dall'inizio della pandemia. E purtroppo ha condizionato molte scelte politiche. Noi ospedalieri non cerchiamo notorietà, vogliamo solo salvare vite umane. Era difficile reggere all'urto di un virus così terribile, ma forse avremmo salvato qualche vita in più se la politica avesse ascoltato di meno gli accademici in televisione e di più gli ospedalieri che facevano le notti in bianco inseguiti dagli occhi dei morti", ha concluso De Donno.
L’articolo De Donno: "Il plasma iperimmune è sicuro, economico e batte il coronavirus, non capisco Burioni e l’accanimento contro la terapia" sembra essere il primo su Meteo Web.
Source: meteoweb.eu
Mentre molti Paesi, tra i quali Germania, Austria, Danimarca, Norvegia, hanno allentato considerevolmente le misure nella fase 2 dell'emergenza coronavirus, l'Italia ci è andata con i piedi di piombo, consentendo pochissime aperture e libertà dal 4 maggio rispetto alla fase 1. Peggio sembra fare il Regno Unito, dove si va verso la proroga del lockdown di altre 3 settimane. Almeno secondo quanto riportato dl Times.
Nel discorso alla nazione che il premier Boris Johnson terrà domenica sera, secondo il giornale di Rupert Murdoch, verranno annunciati alleggerimenti limitatissimi e tappe verso una graduale “riapertura” fissate per lo piu’ dalla sola indicazione di date future. Sostanzialmente, Johnson, reduce in prima persona dal contagio di coronavirus, annuncera’ “l’estensione del lockdown” per tre settimane, “fino a giugno“.
La stessa indicazione e’ gia’ scattata da parte dei governi locali di Scozia e Galles, che hanno deciso in autonomia, con l’unica concessione per ora dell’uso dei giardini pubblici e dell’ok all’esercizio fisico libero all’aperto. È un approccio “comune fra le quattro nazioni” del Regno nella strategia “della massima cautela”, ha precisato oggi un portavoce di Downing Street, limitandosi a non escludere qualche “leggera differenza” per l’Inghilterra (si parla del via libera a “preghiere individuali” nei luoghi di culto) e a evocare la possibilita’ di introdurre la quarantena obbligatoria per chiunque dalla settimana prossima attraversi i confini britannici dall’estero. Stando al Times, dunque, Johnson appare orientato a resistere alle pressioni di media e business per una riapertura. Nel Regno Unito, il totale di morti accertati per Covid-19 ha superato quota 30.000, record europeo in cifra assoluta.
L’articolo Coronavirus, il Regno Unito peggio dell'Italia: verso la proroga del lockdown fino a giugno con limitatissimi alleggerimenti, "strategia della massima cautela" sembra essere il primo su Meteo Web.
Source: meteoweb.eu
Cosa prevede la bozza del nuovo decreto legge di maggio? Agevolazioni per famiglie e imprese colpite dall’emergenza coronavirus e maxi detrazione fiscale a partire dal 1° Luglio, ma di che genere? Tutte le novità.
Si prevede in primis lo stop al ritardo nel pagamento degli ammortizzatori sociali per l’emergenza coronavirus. Pertanto il datore di lavoro che non anticipa il trattamento può fare richiesta di pagamento diretto della prestazione trasmettendo la domanda entro la fine del mese di inizio del periodo di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa. Le amministrazioni competenti dovranno autorizzare la domanda entro il giorno 20 del mese successivo a quello del periodo di integrazione richiesto e il datore lavoro dovrà poi comunicarlo all’Inps che a sua volta disporrà il pagamento entro la fine dello stesso mese.
Sono previste alcune agevolazioni per le famiglie. In primis stop ai licenziamenti per altri 3 mesi, il bonus colf passa da 400 a 600 euro. Prolungato al 30 settembre il termine per il genitore lavoratore di usufruire di un congedo straordinario per la cura dei figli rimasti a casa a causa delle chiusura delle scuole per l’emergenza Covid-19.
Introdotta inoltre la detrazione irpef sulle spese per i centri estivi per minori di 16 anni per un importo non superiore ai 300 euro per i contribuenti con reddito complessivo entro i 36mila euro annui.
Tutti i bonus verranno confermati ed estesi. Il decreto sembra confermare le indennità introdotte dal decreto Cura Italia, ci sono delle incertezze solo per i professionisti iscritti alle Casse di previdenza professionale.
L'indennità di 600 euro è stata riconosciuta per il mese di marzo e confermata per il mese di aprile a:
– liberi professionisti con partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020 compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici con attività di lavoro autonomo (articolo 53, comma 1, del T.U.I.R.) iscritti alla Gestione separata dell'INPS;
– collaboratori coordinati e continuativi con rapporto attivo alla data del 23 febbraio 2020 e iscritti alla Gestione separata dell'INPS.
Entrambe le categorie di lavoratori non dovevano essere titolari di pensione diretta (ma vedremo, più avanti, con quale eccezione) e non devono avere altre forme di previdenza obbligatoria.
Per il mese di maggio, invece, la bozza di decreto riconosce una indennità pari a 1000 euro:
· ai liberi professionisti titolari di partita IVA a condizione che abbiano subito una comprovata riduzione di almeno il 33 per cento del reddito del secondo bimestre 2020, rispetto al reddito del secondo bimestre 2019.
· ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa che siano titolari di rapporti di lavoro la cui durata non si protrae oltre il 31 dicembre 2020 o che abbiano cessato il rapporto di lavoro.
In un’intervista che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro ha rilasciato al TG1 è emerso che le detrazioni fiscali arriveranno al 110% per le opere e gli impianti di ristrutturazione immobiliare finalizzati al risparmio energetico. Essi sono dunque rivolti a interventi di riqualificazione sismica o energetica che saranno a costo zero per le famiglie: ciò è possibile per mezzo di un credito d'imposta del 110% alle imprese che faranno i lavori. I lavori andranno realizzati tra il primo luglio 2020 e il 31 dicembre 2021.
La norma vale anche per le facciate dei palazzi, che potranno essere rimessi a nuovo sostanzialmente gratis.
"Si provvede a incrementare al 110% l'aliquota di detrazione spettante a fronte di specifici interventi in ambito di efficienza energetica, riduzione del rischio sismico, installazione di impianti fotovoltaici – si legge nella bozza – con riferimento alle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, nonché di interventi di recupero o restauro della facciata esterna di edifici effettuati dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2021″.
"Le detrazioni fiscali in questi anni hanno svolto un ruolo di incentivo fondamentale per tutto il settore privato, creando flussi rilevanti di domanda aggiuntiva per i lavori di ristrutturazione. Ed è per questo che abbiamo deciso che fino al 2021 le aliquote detraibili per alcuni interventi di efficientamento energetico (ecobonus) e per le misure antisismiche (sismabonus), passeranno rispettivamente dal 65% e 50% ad un'aliquota del 110%".
"Inoltre, se congiuntamente ad un'opera strutturale di riqualificazione energetica o di messa in sicurezza degli edifici, la famiglia vorrà svolgere altri lavori di riqualificazione energetica, restaurare la facciate esterna dell'edificio o installare un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica – si precisa – tutti i lavori riceveranno una detrazione pari al 110%".
Nella nota viene esplicato un esempio concreto: "se una famiglia effettuerà lavori sulla propria abitazione che ricadono all'interno degli interventi sopra elencati per un importo pari a 1000 euro, riceverà al momento della dichiarazione dei redditi una detrazione pari al 110% del costo dei lavori (in questo caso quindi 1100 euro), che potrà usare in compensazione in cinque quote annuali di pari importo. Mettendo in sicurezza il proprio edificio da un punto di vista sismico, ad esempio, con dei lavori di un valore complessivo pari a 1000 euro, si riceverà dallo Stato una detrazione pari a 1100 euro".
Non solo: le famiglia, a fronte della cessione della detrazione fiscale, potranno ricevere uno sconto in fattura pari al 100% del costo dei lavori effettuati. In sostanza sarà possibili effettuare importanti lavori di ristrutturazione senza alcun esborso monetario, basterà vendere l la detrazione fiscale all'impresa che ha svolto i lavori.
Oltre all'aumento delle aliquote, inoltre, le famiglie potranno ricevere, a fronte della cessione della detrazione fiscale, uno sconto in fattura pari al 100% del costo dei lavori da parte dell'impresa che ha effettuato la ristrutturazione. Le famiglie potranno cioè effettuare importanti lavori di ristrutturazione senza alcun esborso monetario, ma semplicemente vendendo la detrazione fiscale all'impresa che ha svolto i lavori. In questo modo, "anche le famiglie con redditi molto bassi o nulli potranno svolgere importanti lavori di ristrutturazione edilizia", l'auspicio del governo.
Sarà possibile utilizzare il credito d’imposta in compensazione in cinque quote annuali o cederlo a terzi per ottenere subito la liquidità necessaria.
Per utilizzare la seconda opzione basterà attendere la prima cessione del credito d’imposta, dalla famiglia all’impresa mediante sconto in fattura, e successivamente cedere tale credito a soggetti: si tratta di una soluzione in tempi rapidi che permetterà di ricevere un flusso di liquidità immediata.
Dal momento che è stata modificata la normativa sulla cedibilità delle detrazioni, sarà dunque possibile cedere anche agli istituti bancari (opzione in precedente vietata). Inoltre si possono effettuare anche più di due cessioni.
"Il nostro obiettivo -illustra il governo – è che l'impresa non si trovi mai senza la liquidità necessaria a coprire i propri costi, e che quindi possa cedere il più velocemente possibile e ad un prezzo sostenibile (comunque non inferiore al 100% del valore della fattura) il credito a banche o a grandi imprese".
L’articolo Coronavirus, la bozza del DL di maggio: agevolazioni per famiglie e imprese e superbonus edilizio con detrazione fiscale del 110% [DETTAGLI] sembra essere il primo su Meteo Web.
Source: meteoweb.eu
Sono arrivati i primi risultati dei test sierologici sul Coronavirus effettuati nei giorni scorsi in tutt’Italia. E i dati sono molto in linea con quelli dei tamponi: il Covid-19 ha circolato pochissimo nel nostro Paese, soprattutto al Sud. In Lombardia, la Regione più colpita per numero di morti e di contagiati, il risultato dei primi 33.306 test ha riscontrato un 50% di positivi. La percentuale è un po’ più alta rispetto a quella dei tamponi (30% dei positivi sui test orofaringei), ma il numero è molto più basso (le persone sottoposte a tampone sono state ben 264 mila). In Lombardia i test sierologici sono stati fatti al personale sanitario (25.331 persone) e a persone già in quarantena perchè erano state a contatto con pazienti positivi (7.975), quindi ci si aspettava risultati elevati.
Anche i dati geografici evidenziano come l’andamento della pandemia abbia rispecchiato quello già noto: soltanto a Bergamo, Sondrio (59%) e Brescia (54%) abbiamo avuto una percentuale di positivi superiore alla metà dei testati.
E’ pacifico che andando ad analizzare persone che non sono state a contatto con positivi e che non hanno mai avuto sintomi, la percentuale di coloro che hanno avuto la malattia sarà ben più bassa non solo del 50% risultato dai test sierologici, ma anche del 30% risultato dai tamponi.
Non abbiamo, quindi, milioni e milioni di contagiati come si era ipotizzato in precedenza. La maggior parte dei cittadini non è mai entrata in contatto con il virus e non è una bella notizia, perchè significa che è suscettibile (esposta ad ammalarsi) e che il tasso di mortalità del Covid-19 è effettivamente elevato, soprattutto nelle aree in cui è stato più letale come a Bergamo e Brescia.
I risultati dei primi test sierologici sono analoghi anche nel resto del Paese. In Toscana abbiamo appena il 3% di positivi, ben al di sotto della soglia dei tamponi. Anche in Puglia il primo dato è del 3% di positivi, seppur limitato a 1.500 persone sottoposte a test nel Policlinico “Riuniti” di Foggia.
In Calabria, invece, quasi tutti coloro che si sono privatamente sottoposti ai test sierologici nelle cliniche che hanno iniziato a farli, sono risultati negativi. I primi dati forniscono appena uno 0,07% di positivi (poche unità), in una Regione in cui appena il 2,7% delle oltre 40.000 persone sottoposte a tampone è risultata positiva. E’ la Regione meno colpita d’Italia, ed è anche quella in cui il virus ha circolato di meno.
L’articolo Test sierologici, i primi risultati: il Coronavirus ha circolato pochissimo, specie al Sud. Ecco tutti i DATI sembra essere il primo su Meteo Web.
Source: meteoweb.eu
“Attualmente a livello nazionale l’indice di contagiosità R0 è fra 0,5 e 0,7“: lo ha reso noto oggi Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, durante la conferenza stampa all’ISS per fare il punto sull’emergenza coronavirus, rispondendo a una domanda dei giornalisti.
Dunque, l’indice di contagio del Covid-19, il famoso ‘R con 0’ (o Rt) si assesta in Italia intorno allo 0,5-0,7 di media: ciò significa dire che un malato ne contagia in media meno di uno.
Il dato varia da Regione a Regione: secondo il report diffuso oggi dall’Istituto Superiore di Sanità e redatto con la Fondazione Bruno Kessler, ad oggi le Marche fanno registrare il risultato migliore, un tasso di contagio di 0,29.
Seguono lo 0,42 del Molise, lo 0,44 di Trento e Bolzano, lo 0,48 della Sardegna.
La Lombardia fa registrare 0,57, più del Piemonte, che si attesta su un tasso di 0,53, stesso valore del Veneto e dell’Emilia Romagna.
Le Regioni più colpite hanno oggi un indice di contagio nella media nazionale se non inferiore.
Nella fascia media media troviamo la Toscana e la Campania con 0,60, e Lazio e Liguria, con rispettivamente 0,62 e 0,65. A salire si trovano l’Abruzzo con 0,75, la Calabria con 0,80, l’Umbria con 0,83 e la Basilicata con 0,88.
Gli indici di contagio maggiori riguardano la Puglia con 0,96 e la Sicilia che supera la soglia dell’1 (1,12) ma l’ISS precisa che “in Sicilia sono sono segnalati pochi casi di infezione con trend in riduzione nell’ultima settimana. L’Rt leggermente superiore ad 1 potrebbe riflettere pregressi focolai limitati e di per sé non implica un aumento diffuso di di trasmissione“.
L’articolo Coronavirus, l’indice di contagio Regione per Regione: si va dallo 0,29 delle Marche allo 0,96 della Puglia, e poi c’è il “caso Sicilia” sembra essere il primo su Meteo Web.
Source: meteoweb.eu
Si è chiusa con 130 proposte di cui 98 quelle che prevedono un operatore economico italiano la fase iniziale del bando "Space in response to COVID-19 outbreak" per sperimentazioni di tecnologie spaziali per il contenimento, monitoraggio e contrasto della pandemia.
Il bando è promosso dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) proposto dall'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), in accordo con il Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione Paola Pisano e il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche per lo spazio Riccardo Fraccaro, ed è destinato a due ambiti di applicazione: salute ed educazione a distanza mediante l'uso di tecnologie spaziali per il contrasto alla pandemia.
Destinato a tutti gli operatori economici dei paesi membri dell'ESA e partecipanti al programma ARTES BASS (Business Application Satellite Solution) prevedeva obbligatoriamente fasi dimostrative dispiegate in Italia e richiedeva il co-finanziamento da parte degli operatori economici proponenti (max 50% per la grande industria, max 80% per PMI e Università e Centri di Ricerca).
Il bando, pubblicato lo scorso 30 marzo, ha ricevuto 85 proposte per la parte salute e 13 per la sezione educazione a distanza.
L'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) ha risposto con l'incremento di 7,5 milioni di euro del finanziamento del bando che passa da 2,5 milioni di euro a 10 milioni di euro (di cui 8,2 M€ complessivi per il tema salute e 1,8 M€ complessivi per l'educazione a distanza) per finanziare un maggior numero di proposte italiane anche in considerazione dell'alto livello qualitativo dei progetti riscontrato da ESA. L'incremento è stato richiesto a valere sui fondi già sottoscritti al Consiglio Ministeriale ESA di novembre 2019, senza aumentare quindi gli obblighi finanziari dell'Italia verso l'ESA grazie alla scelta fatta a Siviglia di sostenere significativamente le attività applicative del programma ARTES.
“La tecnologia spaziale è un importante motore di sviluppo economico e innovazione in diversi settori dall’agroalimentare, alla medicina, dall’ambiente alle telecomunicazioni: nuove forme di connettività, nuovi tessuti, dalle infrastrutture all’ottimizzazione dei segnali GPS, fino a innovazioni in campo molecolare. Un settore in crescita nel quale il nostro Paese, grazie alle collaborazioni con ASI e ESA, continua ad investire e credere” è il commento del Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione, Paola Pisano.
"La strategia del Governo alla ministeriale ESA di Siviglia ha avuto il successo sperato, perché grazie all'investimento sul programma ARTES è stato possibile incrementare il finanziamento del bando senza ulteriori obblighi finanziari per l'Italia. In questo modo è stato possibile stanziare ben 10 milioni di euro a favore delle aziende del settore spaziale e aerospaziale che offrono soluzioni innovative per affrontare l'emergenza Coronavirus. Le tecnologie satellitari possono contribuire in maniera determinante ad affrontare questa fase e la nostra priorità è quella di mettere le attività spaziali al servizio dei cittadini. La grande adesione al bando da parte del mondo produttivo italiano legato allo spazio dimostra che è necessario continuare a valorizzare questo comparto che è in grado di creare valore aggiunto sul piano economico e dare risposte concrete alle sfide che il Paese ha di fronte", dichiara il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche per lo spazio, Riccardo Fraccaro.
"Grande soddisfazione per l'esito di questa prima fase del bando e per la straordinaria risposta da parte delle imprese spaziali e sanitarie nazionali che hanno presentato dei progetti innovativi non solo per la gestione dell'emergenza ma anche per applicazioni e servizi sostenibili che possono successivamente entrare a fare parte della vita di tutti i giorni dei cittadini. Grazie al tempestivo incremento del finanziamento che abbiamo fatto si è potuto, inoltre, contribuire a fornire un aiuto concreto soprattutto a tante piccole e medie imprese in questo momento di difficoltà ", aggiunge il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia.
"Siamo molto lieti di sostenere l'industria europea e dimostrare i benefici che lo spazio può offrire per rispondere all'attuale emergenza", ha dichiarato il Direttore delle Telecomunicazioni e Applicazioni Integrate dell'ESA, Magali Vaissiere. "I progetti selezionati, che saranno avviati a giugno, mostreranno il valore che le applicazioni basate sullo spazio porta agli operatori sanitari e alla formazione scolastica, così come ai cittadini europei. L'importanza dell'iniziativa corrente è testimoniata dal coinvolgimento dei rinomati ospedali e delle istituzioni sanitarie italiani nelle attività pilota.".
Le proposte coprono una pluralità di discipline utili (con la presenza di importanti operatori impegnati direttamente nel campo sanitario e non) in particolare per il tema salute:
Tra le proposte da realizzare per il settore sanitario si colgono i seguenti progetti:
Per il tema istruzione a distanza tra le proposte sono presenti anche:
L’articolo Dallo Spazio soluzioni innovative per affrontare l'emergenza Coronavirus: 130 progetti partecipano al bando dell'ESA sembra essere il primo su Meteo Web.
Source: meteoweb.eu
Previsioni Meteo – L’alta pressione governa il Mediterraneo centrale e l'Italia con clima piacevole, ampio soleggiamento, salvo nubi alte in locale passaggio, ma innocue e senza eccessi termici in questa fase. Temperature sopra la norma, però, potrebbero arrivare via via, localmente, proprio nel fine settimana e attenzione, perchè nel weekend inizieranno a concretizzarsi anche i primi attacchi all’alta pressione a opera di influenze instabili atlantiche, le quali inizieranno a produrre nubi e anche locali piogge. I primi disturbi instabili interesseranno soprattutto le regioni settentrionali, specialmente quelle centro occidentali, alpine, prealpine e le medie e alte pianure, localmente quelle centrali. Le aree meridionali saranno, invece, al margine del flusso umido atlantico, con proseguimento del bel tempo soleggiato, stabile e anche più caldo. Ma vediamo più nel dettaglio l'evoluzione.
inizio weekend, all'insegna del sole prevalente ovunque, salvo qualche occasionale addensamento mattutino sulle Alpi centro orientali, ma senza fenomeni degni di nota e un po' più di nubi alte sulla Sardegna. Via via, al pomeriggio, si intensificherà la nuvolosità sulle Alpi orientali, segnatamente dell'alto Adige, con locali rovesci e temporali, qualcuno occasionale anche su Alpi occidentali e settentrionali piemontesi e maggiori addensamenti su Sud Sardegna. Sempre ampiamente soleggiato altrove. In serata, nubi con addensamenti e rovesci locali su Ovest e Sud Sardegna, specie Cagliaritano, ancora sulle Alpi di Nordest e in intensificazione anche su Ovest Piemonte e sui rilievi lombardi nordorientali. Tempo sempre buono altrove. Temperature in generale e lieve aumento, con massime mediamente comprese sulle aree pianeggianti tra 24 e 28°C, ma punte localmente fino a 29/30°C sulle isole maggiori e su estremo Sud. Venti in intensificazione dai quadranti meridionali, specie sui bacini in genere e sul Nord Appennino, anche forti sui bacini tirrenici settentrionali e intorno alle isole maggiori.
Per il giorno festivo è atteso un moderato peggioramento del tempo. Le correnti umide atlantiche si faranno un po' più incisive, apportando nubi più diffuse su tutto il Centro Nord e già prime piogge sparse, mediamente deboli o al più moderate, la notte e al primo mattino di domenica, piogge essenzialmente sui settori tirrenici centro settentrionali, Lazio, Toscana, localmente sui settori interni appenninici centrali e su parte del Nord, specie tra Lombardia, Piemonte e Liguria. Nella mattinata di domenica, nubi e rovesci interesseranno tutti i settori alpini e prealpini centro orientali, localmente le alte pianure del Nordest, il Nord e l'Ovest Piemonte, ma qui in forma più debole, e i settori appenninici centro settentrionali, verso le aree adriatiche centrali. Nel pomeriggio-sera, peggiorerà in maniera sensibile su Ovest Piemonte e sul Ponente ligure, anche con temporali forti e con possibili, locali nubifragi; molte nubi e piogge o temporali anche verso la Sardegna. Tempo asciutto e più soleggiato sul resto del Paese, salvo un po' più di nubi sparse o irregolari, ma mediamente innocue. Temperature in lieve calo su Toscana, Nord Appennino e al Nord in genere, in aumento altrove, anche sopra media al Sud, con massime fino a 32/33°C o oltre, specie tra Calabria e Sicilia. Venti sostenuti meridionali o anche forti sul medio e basso Adriatico largo, sui bacini ionici, sul medio alto Tirreno e intorno alle isole maggiori; venti deboli o moderati, sempre in prevalenza meridionali, altrove.
L’articolo Previsioni Meteo per il weekend: si inizia all’insegna del bel tempo, ma Domenica avanza un brusco peggioramento sembra essere il primo su Meteo Web.
Source: meteoweb.eu
Il coronavirus ha stravolto le nostre vite, con un impatto devastante sulla popolazione più anziana. Ma c'è una categoria della società che sembra essere poco colpita: i bambini. I dati indicano che solo il 2% sotto i 18 anni in Cina, Italia e Stati Uniti si e’ ammalato, ma per molti ricercatori questo non significa che siano meno suscettibili all’infezione. I dati che arrivano dai vari studi sono contrastanti e il problema e’ cruciale in vista della riapertura delle scuole, come riporta il sito della rivista Nature.
Alasdair Munro, dell’Universita’ di Southampton, sostiene che i bambini non siano responsabili della maggior parte dei contagi e che sono a basso a rischio, supportando la riapertura delle scuole. Altri invece sostengono che l’infezione nei bambini sia piu’ bassa perche’ non sono stati esposti al virus, principalmente grazie alla chiusura delle scuole, e non sono stati testati nella stessa misura degli adulti. “Non vedo alcuna ragione biologica o epidemiologica per credere che i bambini non siano stati contagiati – rileva Gary Wong, dell’universita’ cinese di Hong Kong -. Fin quando c’e’ il contagio tra gli adulti, la riapertura delle scuole facilitera’ la trasmissione. Un buon sistema di sorveglianza e test dovrebbe essere operativo prima della riapertura delle scuole”. Se i bambini trainano la diffusione del virus, le infezioni aumenteranno probabilmente nel giro di poche settimane nei paesi in cui sono gia’ rientrati a scuola.
Foto Emanuele Cremaschi/Getty Images
Un altro punto da chiarire e’ perche’ i bambini abbiano sintomi piu’ lievi degli adulti. Anche in questo caso, i dati sono contrastanti. Uno studio pubblicato su Lancet Infectious Diseases, condotto a Shenzen, ha mostrato che i bambini sotto i 10 anni erano infetti come gli adulti, ma con sintomi meno gravi, mentre altri condotti in Corea del Sud, Italia e Islanda hanno mostrato un tasso di infezione minore nei bambini. Una teoria sui sintomi piu’ lievi nei bambini, e’ che i loro polmoni contengano meno proteine Ace2 (quelle usate dal virus per entrare nelle cellule), o che essendo piu’ esposti in generale ai Coronavirus, come quelli del raffreddore, siano piu’ protetti, o ancora che abbiano una risposta immunitaria piu’ adeguata degli adulti. Ma è ancora tutto da dimostrare e sono ancora tanti gli interrogativi a cui dare risposta quando si tratta di bambini e Covid-19.
L’articolo Coronavirus, bambini meno colpiti ma è mistero sulle cause: per alcuni esperti, protetti dalla chiusura dalle scuole, la riapertura potrebbe facilitare la trasmissione sembra essere il primo su Meteo Web.
Source: meteoweb.eu
L’alta pressione garantisce bel tempo fino a sabato per quasi tutta la giornata in Piemonte, poi la situazione cambia per l’arrivo di perturbazione che dal Baltico si estenderà su gran parte del Mediterraneo occidentale, prevede Smi (Società Meteorologica Italiana).
Tempo instabile da sabato sera, per quasi tutta la settimana, con periodi soleggiati intervallati da altri caratterizzati da rovesci e temporali. Piogge soprattutto tra domenica sera e lunedì, con temperature massime in discesa, in pianura e bassa collina, dai 21-27 gradi di sabato ai 17-21 dei giorni successivi. Maltempo più diffuso – secondo le previsioni – su Torinese, Cuneese ed Astigiano, quota neve in calo localmente fino a 2000 metri.
L’articolo Allerta Meteo Piemonte: dal Baltico nuvole e temporali sembra essere il primo su Meteo Web.
Source: meteoweb.eu
Torna in Europa l’incubo dei calabroni asiatici, giganti e molto pericolosi. In un video diffuso su Twitter sul profilo di “Welcome to Nature” si vede un feroce scontro tra un topo e un calabrone gigante asiatico. Una scena cruda che dimostra con terrificante efficacia il tipo di pericolo che un simile insetto rappresenta anche per l’uomo. Nel video si vede come il topo cerca di difendersi dagli attacchi del calabrone gigante asiatico, ma l’insetto è troppo veloce. Il calabrone pugnala così il roditore e dà al topo il suo veleno.
Il “Calabrone killer” è originario dell’Asia ed è noto per la neurotossina che inocula attraverso il pungiglione. Il veleno contenuto nel corpo di questo insetto, infatti, è in grado di causare sia uno shock anafilattico che un arresto cardiaco. Si tratta di un insetto grande più del doppio di una comune ape e non muore ogni qualvolta punge la propria preda. La clip è stata girata ad agosto 2018.
Il calabrone gigante asiatico è noto per il suo alto livello di aggressività e non è del tutto innocuo per l’uomo. Secondo alcune statistiche, questi pericolosi e spaventosi insetti, uccidono all'incirca 50 persone l'anno.
Un altro elemento da non trascurare è la sua tendenza a sterminare le api: questo può causare un grave danno all'intero ecosistema. Da qualche anno a questa parte i calabroni giganti sono stati avvistati oltre in Europa, in Canada e negli Stati Uniti d'America.
Lo scorso anno si era registrato un caso in Italia a Alta Val d’Intelvi, in provincia di Como dove un uomo di 65 anni è morto sulla strada provinciale a Ramponio Vernia, dopo essere stato punto da un calabrone asiatico poco prima delle 16:00 del 16 agosto 2019.
Sempre ad agosto 2019 una donna di 60 anni è morta a Grayan-et-l'Hôpital (Gironda) in Francia, dopo essere stata punta da un calabrone asiatico. A stroncarla quasi certamente è stato uno shock anafilattico che le ha causato irreversibili problemi respiratori.
Qualche giorno fa un nuovo episodio in Spagna dove un operaio della società Serpa, specializzato nella rimozione dei nidi di vespe, è stato punto alle 14:00 a Candamo da una vespa asiatica. Il lavoratore ha subito uno shock anafilattico, quindi è stato trasferito al Central University Hospital of Asturias (HUCA) nell’elicottero dei vigili del fuoco. Per fortuna poi è stato stabilizzato.
Insomma, è chiaro che questi calabroni sono presenti in Europa: è dunque fondamentale prestare la massima attenzione.
L’articolo Allerta in Europa per il calabrone killer: in un feroce scontro uccide persino un topo [VIDEO] sembra essere il primo su Meteo Web.
Source: meteoweb.eu
Quando è iniziata davvero l’epidemia del nuovo coronavirus? Molto prima di quanto si pensi. Dopo la notizia diffusa qualche giorno fa secondo la quale in Francia il “paziente 0” è stato ricoverato il 27 dicembre 2019, adesso sono gli atleti che hanno partecipato ai Giochi Mondiali militari a Wuhan dal 18 al 27 ottobre scorso a insinuare un ulteriore dubbio.
Molti sportivi hanno accusato durante quella manifestazione sintomi riconducibili al Covid 19. Tra gli altri anche l’olimpionico della spada a Pechino 2008, Matteo Tagliariol, parte della delegazione italiana composta da circa 200 persone: “Quando si è cominciato a parlare del virus, senza nessuna competenza medica, mi sono detto: allora l’ho preso. Ho 37 anni, sono sportivo, sono stato davvero molto male rispetto ai miei standard”.
L’azzurro ha raccontato di una “strana influenza, particolarmente virulenta: al ritorno in Italia sono stato male tre settimane. E’ stata piuttosto virulenta, con patologie respiratorie: è vero che sono asmatico e dunque un’influenza mi prende tendenzialmente ai bronchi, ma non sono stato meglio dopo dei cicli di antibiotico. Dopo tre settimane è andata via e non mi è più venuta”. Non ha mai fatto il tampone, anche se il test sierologico in questo caso potrebbe essere determinante.
Anche la sua compagna, la fiorettista azzurra Martina Batini, ha avuto qualche sintomo, “ma in maniera più lieve. In quei giorni mangiavo poco, quindi non ho fatto caso ad una mancanza di gusto e olfatto, come capita spesso a chi soffre di questa malattia. Posso dire che, rispetto a una normale influenza, è durata tanto ed è stata molto forte, però non ho competenze mediche per sbilanciarmi oltre”.
Dello stesso parere anche i colleghi francesi tra cui la pentatleta Elodie Clouvel che, in un’intervista all’emittente televisiva Loire7, ha spiegato di non temere il contagio da coronavirus in quanto probabilmente ne è immune. “Penso che con Valentin (Belaud, altro pentatleta) abbiamo già avuto il coronavirus perché eravamo a Wuhan per i Giochi Militari. Ci siamo ammalati, lui ha saltato tre giorni di allenamenti, io ho avuto problemi mai avuti prima. E quando abbiamo parlato con un medico militare, ci ha detto: penso che l’abbiate già avuto perché gran parte della delegazione si è ammalata”.
Ma il ministero della Difesa di Parigi smentisce: “La delegazione francese ha beneficiato del monitoraggio medico, prima e durante i Giochi a Wuhan, con un team dedicato composto da circa venti persone. Non vi sono stati in seno alla delegazione francese casi dichiarati durante e al ritorno dai Giochi assimilabili, a posteriori, a casi di Covid 19. Finora, per quanto ne sappiamo, nessun altro Paese rappresentato all’evento di Wuhan ha segnalato casi simili. Il primo caso di Covid 19 è stato segnalato dalla Cina all’Oms solo a fine dicembre, due mesi dopo la fine dell’evento”.
Insomma, ai test sierologici l’ardua sentenza.
L’articolo Coronavirus, giochi pericolosi a Wuhan: sintomi del Covid tra gli atleti dei giochi militari di Ottobre sembra essere il primo su Meteo Web.
Source: meteoweb.eu
Nel giorno in cui l'Italia entrava ufficialmente nella fase 2 dell'emergenza coronavirus, un asteroide ha rischiato di colpire la Terra. Lunedì 4 maggio, infatti, un asteroide che non era stato osservato in precedenza ha sorvolato l'Oceano Pacifico ad appena 7.000km di altezza, in quello che è stato uno dei passaggi più ravvicinati al nostro pianeta. Gli astronomi non hanno avuto alcun preavviso dell'esistenza dell'asteroide 2020 JJ, scoperto utilizzando il Mount Lemmon Survey in Arizona proprio intorno al momento in cui l'oggetto ha raggiunto il suo punto più vicino alla Terra.
La NASA ha un database online degli approcci ravvicinati degli asteroidi e altri oggetti "near-Earth" che risale al 1900, e 2020 JJ si classifica come il sesto approccio più ravvicinato mai registrato. Da notare che i primi 10 approcci più ravvicinati si sono verificati tutti dal 2004 in poi.
Si stima che l'asteroide 2020 JJ abbia un'ampiezza tra i 2,7 e i 6 metri, quindi molto piccolo. Basta considerare che l'asteroide 1998 OR2, che ha compiuto il suo approccio ravvicinato alla Terra il 29 aprile scorso, è ampio 1,5-4km. Se 2020 JJ avesse colpito la Terra, molto probabilmente avrebbe bruciato nell'atmosfera. In altre parole, questo asteroide non è mai stato una minaccia esistenziale per la Terra, ma è passato molto più vicino rispetto a molti dei satelliti che orbitano intorno al nostro pianeta. Avrebbe potuto colpirne uno e provocare un gran caos.
“L’oggetto – spiega l’astronoma Natalie Starkey – non è stato rilevato in anticipo a causa delle sue dimensioni, che in termini astronomici sono piuttosto contenute. Abbiamo imparato a rilevare gli asteroidi più grandi, ma nel Sistema solare ci sono moltissime rocce che sono molto difficili da individuare finché non sono abbastanza vicine”. Inoltre, spiega la scienziata, “gli asteroidi non sono luminosi, il che complica notevolmente la loro osservazione. 2020 JJ è stato il sesto oggetto più vicino mai registrato dal 1900, ma la sua distanza era ancora circa 20 volte superiore a quella della Stazione spaziale internazionale e la sua velocità era pari a circa 32 chilometri all’ora“, spiega l’esperta. “Anche se fosse stato in rotta di collisione con la Terra, 2020 JJ si sarebbe molto probabilmente frammentato una volta in contatto con l’atmosfera del pianeta. Sebbene il rischio sarebbe stato esiguo, in questi casi c’è sempre la probabilità che alcuni frammenti possano colpire zone con elevate densità di popolazione, provocando danni seri. Ma per fortuna non è successo”, conclude Starkey.
L’articolo Un asteroide ha rischiato di colpire la Terra: uno dei passaggi più ravvicinati di sempre, è passato più vicino rispetto a molti satelliti sembra essere il primo su Meteo Web.
Source: meteoweb.eu
“La conferenza delle Regioni all’unanimità ha approvato un documento che chiede che fin da lunedì 11 maggio si possa riaprire il commercio al dettaglio e che dal 17 quando scadrà il dpcm firmato il 26 aprile scorso questa norma decada e venga totalmente attribuito alle regioni la responsabilità di elaborare un calendario completo di riaperture sin dal 18 maggio“. Lo ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti nel corso di un punto stampa.
“Le Regioni al governo: da lunedì 11 maggio via libera al commercio e dal 18 maggio, scadenza del Dpcm, poteri alle Regioni per tutte le riaperture”, ha scritto poi su Twitter lo stesso Toti, al termine della Conferenza delle Regioni.
La richiesta del Friuli Venezia Giulia al Governo di permettere l’apertura delle attività di commercio al dettaglio già il prossimo 11 maggio è stata ribadita dal governatore Massimiliano Fedriga anche alla Conferenza delle Regioni, che ha unanimemente convenuto su questa necessità e sull’istanza che dal 18 maggio sia data possibilità alle Regioni di disporre delle restanti aperture con proprie ordinanze. “Trovo molto difficile giustificare – ha osservato Fedriga – la scelta del Governo di permettere l’apertura ad aziende con 3mila dipendenti e imporre la chiusura a un negozio di borsette. Così si va a infierire su categorie piccole che chiedono di aprire per mantenere la famiglia”. Oltre all’anticipo dell’apertura per il commercio al dettaglio e la possibilità, con proprie ordinanze, di disporre le ulteriori aperture dal 18 maggio, Fedriga ha ribadito la necessità che dal Governo giunga una puntuale programmazione: “Se e’ vero che Conte ha fatto intendere una possibilita’ di apertura, questa e’ stata ancora una volta confusa”.
“Non abbiamo certezza sull’evoluzione di un possibile aumento contagi, ma questo – ha proseguito Fedriga – non sarà certo determinato dall’apertura del negozio di borsette: temo molto di più il possibile mancato rispetto delle regole di distanziamento, laddove ci sono migliaia di lavoratori gomito a gomito. Gli esercenti sono pronti, hanno già i protocolli di comportamento siglati dalle sigle di categoria e si sono attrezzati per garantire la massima sicurezza”.
E riapertura anticipata all’11 maggio è richiesta anche per i negozi di vicinato in Toscana. Lo chiede il presidente della Regione Enrico Rossi che ha scritto oggi al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. “Caro presidente, ho apprezzato le sue dichiarazioni sulle aperture anticipate e differenziate sulla base della situazione epidemiologica regionale. Le scrivo, nel merito, per proporle di valutare una soluzione per la nostra Regione che potrebbe riguardare 18.204 esercizi di vicinato, con volumi inferiori ai 300 metri quadrati“. Comincia così la lettera con cui il presidente Rossi sollecita una decisione che, ricorda, potrebbe coinvolgere in Toscana 7.505 negozi al dettaglio del settore abbigliamento (escluso bambini e neonati), 1.886 del settore calzature e articoli in pelle, 2.150 di mobili, tessili e articoli per la casa, 1.134 orologiai e gioellieri, 1.044 negozi di tappeti e tessili, 1.408 di giochi e articoli sportivi, 2.146 esercizi di altri articoli e 931 negozi non alimentari senza specializzazione.
“Si tratta – si legge nella lettera – di esercizi commerciali principalmente di prossimità, spesso utili alla vita sociale delle nostre città e dei quartieri, dei paesi più piccoli e disseminati sul territorio. In maggioranza sono attività che vendono prodotti rispondenti al variare delle stagioni, come ad esempio abbigliamento e calzature. Ritardarne ulteriormente la riapertura significherebbe compromettere la vendita dei prodotti acquistati e tuttora in negozio”. “Pertanto le chiedo di consentire la riapertura anticipata di questi esercizi da lunedì 11 maggio – prosegue Rossi nella lettera – Questo periodo di riapertura anticipata andrebbe accompagnato con condizioni di sicurezza rafforzate, come la presenza di un cliente per ogni 50 mq di superficie di vendita, l’obbligo dell’utilizzo dei guanti congiunto a quello delle mascherine e della sanificazione delle mani; la raccomandazione di ridurre al minimo la prova dei capi, da svolgere in ogni caso con opportuni accorgimenti. Credo che questa opportunità di riapertura anticipata possa conciliare il rispetto delle norme di sicurezza più adeguate, con la progressiva ripresa delle attività economiche”.
Occorre far riaprire subito i 24mila agriturismi italiani spesso situati in zone isolate della campagna in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all'aperto dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza anti coronavirus. E' quanto chiede la Coldiretti nell'esprimere apprezzamento per la proposta formulata all'unanimità dalle regioni per la riapertura anticipata già dall'11 maggio. Nel rispetto delle misure di precauzione, ci sono – sottolinea la Coldiretti – tutte le condizioni per riaprire le strutture agrituristiche dopo che sono la chiusura forzata ha fatto saltare sia il periodo pasquale sia i ponti del 25 aprile e del 1° maggio con perdite che nel 2020 rischiano di avvicinarsi al miliardo senza una decisa inversione di tendenza. La primavera – precisa la Coldiretti – è infatti particolarmente apprezzata dagli amanti della campagna come stagione migliore per assistere al risveglio della natura con piante, fiori e uccelli migratori, ma anche delle attività agricole con i lavori di preparazione dei terreni, la semina e la raccolta delle primizie da portare in tavola. Con l'arrivo della bella stagione sostenere il turismo in campagna significa evitare il pericoloso rischio di affollamenti in città e al mare e anche per questo – precisa la Coldiretti – le strutture agrituristiche devono poter ripartire subito, aprendo i cancelli della cascine, i percorsi naturalistici, le visite agli animali con la pet therapy e gli spazi a tavola dove assaggiare le specialità della tradizione contadina dell'enogastronomia Made in Italy. L'agriturismo è tra le attività agricole più duramente colpite dall'emergenza e Coldiretti con Terranostra è impegnata nel realizzare un piano, con risorse economiche di sostegno e misure straordinarie di intervento, che preveda anche l'annullamento delle imposte locali e della tassa di soggiorno, la semplificazione burocratica sulle norme edilizie comunali per l'adeguamento delle strutture alle nuove norme di sicurezza, protocolli con indicazioni chiare per la messa a norma e una regolamentazione comune e omogenea in tutte le regioni d'Italia per l'attività di consegna a domicilio e asporto.
L’articolo Coronavirus, “dall’11 maggio riapertura e poteri alle regioni”: governatori coesi per anticipare il ritorno alla (quasi) normalità sembra essere il primo su Meteo Web.
Source: meteoweb.eu