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суббота, 9 мая 2020 г.

Coronavirus, dati sempre più confortanti dall’Umbria: oggi un solo positivo su 1351 tamponi

umbria
In base ai dati aggiornati alle ore 8 di oggi, in Umbria complessivamente 1.407 persone, una in più rispetto a ieri, sono risultate positive al Coronavirus, e gli attualmente positivi sono 160 (-20). I guariti sono 1176 (+21); risultano 48 clinicamente guariti (-13); i deceduti sono 71 (invariato). Dei pazienti positivi attualmente sono ricoverati in 51 (-2); di questi 6 (invariato) sono in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 763 (+5), sempre alla stessa data risultano 17.663 (+332) persone uscite dall’isolamento. Nel complesso, entro le ore 8 del 9 maggio, sono stati effettuati 45.574 tamponi (+1351).
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Source: meteoweb.eu

Coronavirus: in Alto Adige solo 9 casi su 950 tamponi, 37 guariti nelle ultime 24 ore

coronavirus alto adige

I laboratori dell’Azienda sanitaria altoatesina nelle ultime 24 ore hanno effettuato 950 tamponi, 9 dei quali sono risultati positivi al Coronavirus Covid-19. Sulla base di questi dati, comunicati dall'Azienda sanitaria dell'Alto Adige, il numero delle persone positive al test del Coronavirus si attesta a  2.567. A livello provinciale l'Azienda sanitaria ha effettuato sinora complessivamente 48.858  tamponi su 21.969 persone.

Persone ricoverate

Nei normali reparti dei sette ospedali dell'Azienda sanitaria, nelle cliniche private e nella base logistica dell’Esercito appositamente attrezzata a Colle Isarco sono ricoverati complessivamente 77 pazienti affetti da Covid-19. Altre 34 persone assistite dall'Azienda sanitaria sono casi sospetti. Sono 6 le persone ricoverate nei reparti di terapia intensiva. Attualmente vi sono 2 pazienti altoatesini ricoverati in reparti di terapia intensiva in cliniche in Austria.

Persone decedute

Il numero dei decessi legati a Covid-19 negli ospedali è di 173   persone. Il numero dei decessi nelle case di riposo è di 117 persone. Sono quindi complessivamente 290 le persone decedute in Alto Adige a causa del Covid-19.

Persone in quarantena

1.082 persone attualmente si trovano in quarantena obbligatoria o in isolamento domiciliare.  9.096 sono le persone che hanno già concluso la quarantena e l'isolamento domiciliare. Finora sono 10.178 i cittadini ai quali sono state imposte misure di quarantena.

Persone guarite

Sono 1.804 le persone guarite dal Covid-19 (+37 rispetto a ieri). A queste si aggiungono 658 persone  (+19 rispetto a ieri)   che avevano un test dall’esito incerto o poco chiaro e che in seguito sono risultate per due volte negative al test. Il numero complessivo dei guariti fra sicuri e sospetti si attesta a 2.461 (+ 56 rispetto al giorno precedente). Finora sono  risultati positivi al test del Coronavirus 234 operatori dell'Azienda sanitaria, 192 di questi sono guariti. A questi si aggiungono 12 medici di medicina generale (tutti guariti) e 2 pediatri di libera scelta (entrambi guariti).

I numeri in breve:

  • tamponi effettuati ieri (7 maggio): 950
  • nuovi tamponi positivi: 9
  • numero complessivo dei tamponi effettuati: 48.858
  • numero delle persone sottoposte al test: 21.969
  • numero delle persone positive al Coronavirus:  2.567
  • pazienti Covid-19 ricoverati nei normali reparti ospedalieri, nelle cliniche private ed a Colle Isarco:  77
  • numero di pazienti Covid ricoverati in reparti di terapia intensiva: 6
  • numero di pazienti Covid-19 ricoverati in reparti di terapia intensiva in Austria: 2
  • casi sospetti: 34
  • decessi negli ospedali dell’Azienda sanitaria:  173
  • decessi nelle case di riposo:  117
  • decessi complessivi (incluse le case di riposo):   290
  • persone in isolamento domiciliare: 1.082
  • persone che hanno concluso la quarantena e l'isolamento domiciliare: 9.096
  • persone alle quali sinora sono state imposte misure di quarantena obbligatoria o isolamento:  10.178
  • persone guarite:1.804 (+ 37 rispetto al giorno prima). A queste si aggiungono 657 (+19 rispetto al giorno prima)  persone che avevano un test dall’esito incerto o poco chiaro e che in seguito sono risultate per due volte negative al test. Totale: 2.461  (+ 56 )
  • collaboratori dell'Azienda sanitaria positivi al test: 234 (192 guariti)
  • medici di medicina generale e pediatri di libera scelta positivi: 14 (14 guariti)

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Source: meteoweb.eu

Coronavirus: ieri oltre 172mila persone controllate in tutta Italia, elevate 1.979 sanzioni

Coronavirus: ieri oltre 172mila persone controllate in tutta Italia, elevate 1.979 sanzioni
Il Viminale rende noto che nella giornata di ieri le forze di polizia impegnate in tutta Italia nelle verifiche per il rispetto delle misure di contenimento del Coronavirus hanno controllato 172.538 persone delle quali 1.979 sanzionate amministrativamente, 14 denunciate per false dichiarazioni o attestazioni, 3 per aver violato il divieto di allontanarsi da casa nel periodo di quarantena. Le attività controllate sono state 63.042 con 113 esercenti sanzionati e 19 provvedimenti di chiusura.
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Source: meteoweb.eu

Coronavirus, brusca frenata dei casi in Veneto: secondo Zaia “se se ne va tanto velocemente, c’è qualcosa di artificiale di mezzo”

mappa veneto

In frenata i casi di nuovi positivi al Coronavirus in Veneto, +22, e scendono anche le vittime, 2 in più da ieri sera. Il totale degli infetti dall’inizio dell’epidemia sale a 18.671, quello dei morti (tra ospedali e case di riposo) a 1.643.
In calo anche i ricoveri, sia nelle terapie intensive, che nei normali reparti Covid, mentre il numero dei malati attuali ammonta a 5.877. I negativizzati virologici sono 11.151.
Ad oggi, in Veneto, abbiamo effettuato 432.114 tamponi, 10 mila in più rispetto a ieri“, ha precisato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, nel corso del quotidiano punto stampa sull’emergenza Coronavirus, presso la sede della Protezione Civile di Marghera.
Rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano di commentare quanto dichiarato nelle ultime ore da Giuseppe Remuzzi, direttore dell’istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” sulla perdita di forza del virus, Zaia ha dichiarato: “Se perde forza, vuol dire che è artificiale, questa cosa farà arrabbiare qualcuno. “Sono d’accordo con Remuzzi. Se se ne va tanto velocemente, secondo me, c’è però qualcosa di artificiale di mezzo“. “Un virus in natura non perde forza con questa velocità“.
Notiamo che la fase endemica, quella del contagio forte è meno importante, meno rappresentata oggi. Sarà la temperatura, sarà che il virus si è spompato, magari se ne andrà definitivamente e così non avremo la recidiva autunnale. E’ la mia personale opinione, ma non di scienziato“.

Coronavirus, il direttore del Mario Negri: “La malattia ora sembra completamente diversa”

“I malati di Coronavirus di adesso sono completamente diversi da quelli di tre o quattro settimane fa, continuano a diminuire le terapie intensive e i ricoveri nei reparti normali. Prima arrivavano nei pronto soccorso 80 persone tutte con delle difficoltà respiratorie gravi, oggi ne arrivano dieci e otto le puoi mandare a casa. La situazione è cambiata ovunque, non solo a Bergamo e a Milano, ma anche a Roma e Napoli“: lo ha affermato Giuseppe Remuzzi in un intervento alla trasmissione Piazza Pulita, che il quotidiano Libero oggi riprende sulle sue pagine.

Il direttore dell’istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, Giuseppe Remuzzi precisa di non sapere “se è il virus è mutato o se a essere cambiata è la carica virale di ogni paziente, l’unica cosa che posso dire è che sembra di essere di fronte a una malattia molto diversa da quella che ha messo in crisi le nostre strutture all’inizio della pandemia”.

“Le persone contagiate – continua Remuzzi – oggi stanno decisamente meglio rispetto a quelle infettate due mesi fa” e propone la strada alternativa che parte dal plasma dei “guariti” dal quale creare gli anticorpi da iniettare nelle persone malate per farle a loro volta “guarire.

Io sono molto ottimista sul fatto che il plasma funzioni – spiega il direttore del Mario Negri -. Noi abbiamo utilizzato un sistema innovativo che preleva dal plasma solo gli anticorpi che vanno poi iniettati negli ammalati… ma è meglio non parlare dei risultati fino a quando lo studio non sarà concluso. Terminiamo la sperimentazione e solo allora, quando, come io penso, i test ci diranno che il plasma funziona, potremo pensare a renderlo accessibile a tutti”.  “La nostra sperimentazione sarebbe un passo avanti – continua Remuzzi – per arrivare a costruire gli anticorpi in laboratorio. Ci sono già diverse compagnie che ci stanno lavorando e sono molto avanti. Ci arriveranno presto, secondo me prima del vaccino, e in quel caso saremmo realmente davanti a un uovo di Colombo perché non sarà più necessario avere un donatore”.

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Source: meteoweb.eu

“Il Coronavirus si trasmette anche col vapore delle e-cig”: solo una delle tante fake news sulla sigaretta elettronica

Sigaretta elettronica

Sono centinaia le telefonate arrivate al centralino dell'ANPVU e al cellulare del suo Presidente Carmine Canino di utilizzatori di vaporizzatori personali (e-cig) che chiedono delucidazioni sul  vapore emesso dalle e-cig e diffusione del virus a seguito di alcune notizie circolate nei giorni scorsi.

Come Associazione ANPVU ha quindi chiesto al Professor Fabio Beatrice, Direttore del Centro antifumo dell'Ospedale San Giovanni Bosco di Torino, uno dei maggiori esperti nazionali sull'argomento, di rimettere le informazioni diffuse all'interno di un rigoroso seminato scientifico allo scopo di correggere le informazioni parziali che hanno allarmato il milione di utenti che è passata alla sigaretta elettronica per limitare i danni sulla propria salute.

Tutti gli studi fino ad oggi pubblicati suggeriscono che il COVID-19 viene trasmesso principalmente attraverso le goccioline respiratorie (droplets) di persona infetta a distanza ravvicinata a seguito di un colpo di tosse o di uno starnuto o parlando. Più raro il contagio attraverso le superfici infette (Cheng et al., 2020; Lewis, 2020; Schwartz, 2020).

IL VIRUS SI PUO' TRASMETTERE CON IL VAPORE DELLE E-CIG – FALSO

"Si è già espresso sull'argomento il professore emerito Neal Benowitz del Centre for Tobacco Control Research and Education dell' University of California di San Francisco" spiega Beatrice "che ha spiegato come le sigarette elettroniche presentino alcun rischio di diffondere il virus a meno che non si sia positivi e si tossisca mentre si esala il vapore. Va precisato inoltre che ciò che viene espirato dalle sigarette elettroniche non è saliva ma vapore, glicole propilenico, glicerina e sostanze chimiche aromatizzanti in cui possono essere presenti particelle microscopiche di saliva in quantità così trascurabili da non poter ragionevolmente veicolare il virus. Uno svapatore positivo al Covid-19 non può essere considerato un vettore del virus a meno che non tossisca nel momento esatto in cui espira il vapore".

"Aggiungerei che mi pare quanto meno singolare l'idea che si possa svapare in presenza di soggetti terzi dal momento che l'indicazione del decreto parla dell'utilizzo di mascherine obbligatorio in presenza di altre persone, come strumento di protezione per tutti specialmente nei luoghi di lavoro dove saranno applicati protocolli severi. Chi vuole usare la e-cig dovrà farlo quindi da solo e possibilmente all'esterno così indicano le norme del divieto di fumo negli ambienti di lavoro".

IL VIRUS VIAGGIA LEGANDOSI AL PARTICOLATO ATMOSFERICO – FALSO

Ultimamente, prosegue ANPVU, “sono state divulgate  ipotesi teoriche, non confermate da alcuna evidenza sperimentale,  che ipotizza che il particolato atmosferico possa essere un supporto (carrier) per la diffusione del virus per via aerea. Questa ipotesi non ha plausibilità biologica. Infatti, pur riconoscendo al PM la capacità di veicolare particelle biologiche (batteri, spore, pollini, virus, funghi, alghe, frammenti vegetali), appare poco plausibile che i Coronavirus possano mantenere intatte le loro caratteristiche morfologiche e le loro proprietà infettive dopo una permanenza più o meno prolungata nell'ambiente. Temperatura, essiccamento e UV danneggiano infatti l'involucro del virus e quindi la sua capacità di infettare.

L'aspetto è oltremodo delicato perché la diffusione non corretta di fantasiose ipotesi, non suffragate da evidenza scientifica, può essere molto fuorviante nella comunicazione del rischio ad una  popolazione, già disorientata e allarmata. Le modalità di trasmissione, così come la prevenzione del contagio, dovrebbero essere comunicate con estrema attenzione e scientificità solo  dagli organi competenti e dalle Istituzioni perché sono attualmente l'aspetto più importante per il contenimento e controllo della diffusione dell'infezione.”

L'INQUINAMENTO TRASMETTE IL VIRUS – FALSO

I dati disponibili relativi all'epidemia “mostrano che le classi di età di gran lunga più colpite (in termini sia di casi che di decessi) sono quelle adulto-anziane. In Italia infatti l'età media dei casi è di 62 anni (con circa l'1% dei casi con età <18 anni). Il ridotto numero di casi COVID-19 nella popolazione infantile appare non suffragare l'ipotesi di una azione favorente degli inquinanti (se inquinamento c'è colpisce tutti).

Il legame tra Covid 19  e inquinamento atmosferico, in particolare da polveri sottili PM 10 deve essere letto nel senso che   l'esposizione a PM 10 nel corso degli anni indebolisce i polmoni, aumenta i danni cumulativi a carico dell'apparato respiratorio  e lo espone a maggiori criticità nella polmonite interstiziale da covid-19 così come chiarito dall'Harvard University T.H. Chan School of Public Health.”

Come ha sottolineato anche l'ISS: "La complessità del fenomeno, insieme alla parziale conoscenza di alcuni fattori che possono giocare o aver giocato un ruolo nella trasmissione e diffusione dell'infezione SARS-CoV2, rendono al momento molto incerta una valutazione di associazione diretta tra elevati livelli di inquinamento atmosferico e la diffusione dell'epidemia COVID-19, o del suo ruolo di amplificazione dell'infezione. Uno studio potrà essere svolto con il corretto approccio scientifico, solo quando l'epidemia e l'emergenza saranno terminate e potranno essere disponibili tutte le conoscenze sulle variabili/fattori utili ad analizzare il fenomeno, effettuando anche un'analisi comparativa su scala più ampia quale quella europea e internazionale".

CHI VIVE IN AREE INQUINATE PRESENTA MAGGIORE SENSIBILITA' POLMONARE A CAUSA DELL'INSULTO CRONICO – VERO

ANPVU precisa che “esistono anche indicazioni sul fatto che i pazienti di coronavirus che vivevano nelle aree ad alto inquinamento già da prima della pandemia,  avessero maggiori probabilità di gravi complicazioni e di exitus a causa dell’infezione rispetto a pazienti che invece erano vissuti  in aeree più pulite degli Stati Uniti. E’ quanto emerge da un’analisi  che prova come elevati livelli di particelle PM 2.5 siano  associati a tassi di moralità più elevati per il coronavirus. Lo studio di Harvard è il primo a livello nazionale americano a mostrare un link statistico che rivela sovrapposizione fra le morti da coronavirus e altre malattie associate all’esposizione di lungo termine alle PM 2.5 che quindi risulta perfettamente coerente con una ipotesi di maggiore sensibilità respiratoria degli anziani.

A livello globale, i principali effetti sanitari correlati all'inquinamento dell'aria indoor e outdoor sono relativi all'aumento delle Malattie non trasmissibili-Non Communicable Deseases (NCD), che includono principalmente le malattie croniche del sistema cardiocircolatorio quali le malattie ischemiche del cuore (infarto miocardico, ictus cerebrale), quelle dell'apparato respiratorio, come l'asma, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) che porta ad una maggiore predisposizione alle infezioni respiratorie, e il cancro del polmone per esposizioni sul lungo periodo.”

L'ESPOSIZIONE ALL'INQUINAMENTO AUMENTA IL RISCHIO DI MALATTIE E MORTE – VERO

Vivere in aree urbane dove l'inquinamento atmosferico è elevato “incide sullo stato di salute generale della popolazione, come dimostrano gli studi di numerosi gruppi di ricercatori scientifici nazionali e internazionali.

L'Agenzia Ambientale Europea (EEA) ogni anno produce un report sul Burden of Desease dell'inquinamento atmosferico in Europa in base ai livelli di concentrazione dei singoli inquinanti misurati (PM2,5, NO2 e O3) dalle diverse centraline di monitoraggio dell'aria presenti nei diversi paesi (concentrazioni variabili anche in funzione delle condizioni meteorologiche e del numero e della qualità di funzionalità delle centraline). Nel report 2019 l'EEA ha stimato per l'Italia circa 60.000 morti premature per esposizione a PM2,5.

VIA AEREA E DROPLET SONO SINONIMI – FALSO

Così come riportato dal Ministero della Salute, l'infezione da Covid-19 è una malattia che si trasmette tramite droplet (le goccioline di Flugge): i droplets sono goccioline di saliva ( ≥ 5 micron) la trasmissione avviene attraverso le goccioline che veicolano i germi nell'aria quando la fonte e il paziente sono vicini. Ciò capita, come riferisce il Ministero della Salute, starnutendo, parlando, tossendo. La trasmissione per via aerea avviene invece con particelle molto più piccole e volatili  (< 5 micron) dei droplets.

DISTANZIAMENTO, MASCHERINE E LAVAGGIO DELLE MANI PROTEGGONO DALL'INFEZIONE – VERO

In ogni caso il distanziamento a 2 metri, l'uso di una mascherina e la consuetudine di lavare correttamente le mani dopo aver avuto contatti con l'esterno si confermano come efficaci cautele  e sono esattamente le indicazioni adottate come strumento generalizzato di salute pubblica. Il Ministero della Salute sul suo sito istituzionale conferma che il virus si trasmette tossendo e starnutendo o con il contatto delle mani con naso, occhi e bocca dopo aver toccato superfici infette.  Rari i casi di contaminazione fecale , non è invece provata la trasmissione con alimenti.

"Purtroppo gli utilizzatori di sigaretta elettronica sembrano nel mirino quasi più dei fumatori tradizionali e sono spesso oggetto di stigma. L'obiettivo che ci prefiggiamo è quello di far si che si attuino politiche sanitarie in grado di informare le masse dei danni reali legati al fumo e della possibilità di liberarsi dalla dipendenza dal fumo attraverso metodi meno dannosi appoggiati dalla comunità scientifica," spiega il Presidente ANPVU Carmine Canino. "Gli utilizzatori di e-cig sono persone che hanno fatto una scelta per proteggere la propria salute e sono mediamente più attenti a proteggere quella dei propri congiunti. La nostra associazione è oggi in prima linea per veicolare informazioni scientifiche corrette a supporto delle politiche internazionali che vedono negli strumenti alternativi al tabacco una opportunità per passare a stili di vita meno dannosi".

Chi è ANPVU – L'Associazione Nazionale per i Vapers Uniti rappresenta il milione di  consumatori Italiani di vaporizzatori personali. È impegnata nella diffusione di notizie medico-scientifiche ed esperienze dirette sulla validità dell'utilizzo dei vaporizzatori come mezzi per la riduzione del danno da fumo combusto. Sul territorio italiano ed a livello internazionale si impegna ad offrire supporto ai fumatori nel percorso di cessazione della dipendenza da nicotina tramite l'utilizzo dei vaporizzatori personali. Si impegna, inoltre, nella difesa dei diritti e degli interessi degli svapatori e nella promozione di iniziative volte a favorire la conoscenza dei mezzi di riduzione del danno.

L'ANPVU è tra i fondatori di ETHRA European Tobacco Harm Reduction Advocates, la rete internazionale di Associazioni di Consumatori attraverso la quale è favorito il dialogo con le Istituzioni dei Paesi membri, per promuovere l'utilizzo dei vaporizzatori come strumento di riduzione del danno e chiarire ulteriormente che l'opinione pubblica non può e non deve rimanere all'oscuro della reale efficacia di tali dispositivi nella lotta al tabagismo.

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Source: meteoweb.eu

Coronavirus, il Tar ha accolto il ricorso del Governo: annullata l’ordinanza della Calabria ma “la decisione è ininfluente”

Coronavirus, il Tar ha accolto il ricorso del Governo: annullata l’ordinanza della Calabria ma “la decisione è ininfluente”

Il Tar di Catanzaro ha accolto il ricorso presentato dal Consiglio dei Ministri tramite l’Avvocatura generale dello Stato in riferimento all’ordinanza del presidente della Regione Calabria Jole Santelli che consentiva il servizio ai tavoli, se all’aperto, per bar, ristoranti ed agriturismo.
L”udienza collegiale si è svolta questa mattina, in camera di consiglio.
Il Tar Calabria ha dunque annullato, con la sentenza 841/2020 emessa nella camera di consiglio di questa mattina, il provvedimento del presidente della Regione Calabria nella parte in cui aveva consentito la ripresa delle attività di bar, pasticcerie, ristoranti, pizzerie e agriturismo con somministrazione esclusiva all’aperto: “Il Tar – si legge nella sentenza – accoglie il ricorso e, per gli effetti, annulla l’ordinanza del Presidente della Regione Calabria del 29 aprile 2020, numero 37, nella parte in cui, al suo punto 6, dispone che, a partire dalla data di adozione dell’ordinanza medesima, sul territorio della Regione Calabria, è ‘consentita la ripresa delle attività di Bar, Pasticcerie, Ristoranti, Pizzerie, Agriturismo con somministrazione esclusiva attraverso il servizio con tavoli all’aperto“. “Spetta al presidente del Consiglio dei ministri individuare le misure necessarie a contrastare la diffusione del virus Covid-19, mentre alle Regioni è dato intervenire solo nei limiti delineati dall’articolo 3, comma 1, dl n. 19 del 2020, che pero’ nel caso di specie e’ indiscusso che non risultino integrati“.

E’ una decisione pur rispettabile ma ininfluente: l’ordinanza infatti ha avuto piena esecuzione per 11 giorni e il Governo ha preannunciato per mercoledì che disporrà l’apertura di bar e ristoranti a livello generale. La Regione ha vinto con il mancato accoglimento del decreto cautelare ed ha avuto un importante risultato acquisendo la primazia politico-istituzionale di tutela delle prerogative costituzionali delle regioni“: lo ha affermato l’avv. Oreste Morcavallo, uno dei legali che ha assistito la Regione Calabria.

Il governatore Jole Santelli aveva firmato un’ordinanza che consentiva una serie di riaperture in piena cautela e nel rispetto delle norme anti-contagio. L’ordinanza, infatti, prevedeva 10 misure obbligatorie per le attività di asporto e 11 per quelle che faranno somministrazione alimenti all'aperto. Di seguito i punti previsti dall’ordinanza.

Gli esercizi quali ristoranti, pizzerie, rosticcerie possono effettuare la preparazione dei relativi prodotti da effettuarsi a mezzo asporto, adottando le seguenti misure minime:

  1. rispetto delle norme igienico-sanitarie nella preparazione, nel confezionamento e nella consegna
  2. individuazione di un'area destinata al ritiro degli alimenti
  3. utilizzo di contenitori protetti e separati
  4. obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro
  5. disponibilità di prodotti igienizzanti per clienti e personale
  6. accesso su prenotazione mirata a evitare compresenze simultanee
  7. limitare al minimo la presenza fisica nella zona di ritiro (il tempo strettamente necessario)
  8. divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e nelle adiacenze degli stessi
  9. divieto di sostare nelle immediate vicinanze dei locali
  10. privilegiare i pagamenti elettronici con contactless e barriere nella zona front
  11. utilizzo mascherine per clienti e operatori

Gli esercizi quali Bar, Pasticcerie, Ristoranti, Pizzerie, Agriturismo possono effettuare la preparazione e la somministrazione dei relativi prodotti esclusivamente attraverso il servizio con tavoli all'aperto, adottando le seguenti misure minime:

  1. sistemazione tavoli a distanza di almeno 1,5/2,00 metri di distanza l'uno dall'altro
  2. sistemazione delle sedie al tavolo garantendo la distanza da 1,00 a 1,50 metri tra i visi degli occupanti
  3. prenotazione obbligatoria con percorsi predefiniti al fine di garantire la distanza interpersonale di almeno 1 metro ed evitare le code
  4. misurazione della temperatura corporea per i clienti
  5. rispetto delle norme igienico-sanitarie nella preparazione, privilegiando l'uso di mascherine per il personale, di occhiali e garantendo il distanziamento minimo
  6. obbligo di sanificazione dei servizi igienici dopo ogni utilizzo
  7. disponibilità di prodotti igienizzanti per clienti e personale, in particolare per l'accesso ai
    servizi igienici. In caso di utilizzo dovrà essere obbligatorio l'uso di mascherine con
    igienizzazione delle mani, prima e dopo averle indossate.
  8. privilegiare i pagamenti elettronici con contactless e barriere nella zona cassa
  9. utilizzo mascherine per clienti e operatori in fase di ordinazione e servizio
  10. sanificazione accurata nel riapparecchiare i tavoli
  11. vietare l'attività self-service

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Source: meteoweb.eu

пятница, 8 мая 2020 г.

Watching the pandemic from a Covid-19-free continent

Engineer Keith Jacob, from Northland, is one of 11 New Zealand crew members spending the winter at Scott Base in Antarctica. It’s the only continent free of Covid-19, yet one where isolation is part of the usual drill.   

Anke Richter: How was your last weekend, Keith?

Keith Jacob: Very social. We had a whole bunch of people from McMurdo, the American base, come here and play darts, and some of us went over there for swing dancing. I can mix with almost 180 people. At Anzac Day, we held a dawn service in the morning.

No social distancing in Antarctica then – the only continent that’s free of Covid-19? 

Yeah, that pandemic has stolen our bragging rights about spending a year in isolation on the ice. I feel less special now. The tables have been turned. We came down here to have this extreme experience, and now we are less isolated than most people on the planet.

No “bubbles”? 

Technically, we’re forming a bubble with McMurdo Station which is only a 10-minute drive away. We are 11 people here at Scott Base, another 167 over there. Our next neighbours are the Italians who are about 600 kilometres away. There is no aircraft service to their place.

And no more visitors from outside Antarctica?

Some cruise ships were in the area in late summer and wanted to come on shore to see the historic Discovery hut, but we did not let them come to the base. We watched the situation very carefully. Our job down here is all about risk assessment, that’s what we do every day. And we already have many things in place that other countries suddenly had to adjust to.

Like what?  

Measures like hand sanitiser in the dining room and always washing your hands – everyone here is pretty good at that discipline. With so many people in a confined space, you cannot afford to have an illness, no matter what sort of virus it is, because it would go through the population very quickly. There are some very time-critical operations going on here and people go out into the field. You don’t want them getting sick with a gastro bug.

Quarantine is not a new concept to you then?

We always have these procedures in place and do that very quickly, with different parts of the building, as a precaution.

‘We came down here to have this extreme experience, and now we are less isolated than most people on the planet’ (Photos: Supplied)

So the Covid-19 crisis has changed the whole world, but not yours? 

Since it doesn’t really affect us, it’s all business as usual here. All of a sudden, we have a whole bunch of freedoms that others around the world have lost. The only difference we feel is that we would normally get flights through the winter, but now the last plane went out this week. There won’t be another one till August.

To what effect? 

Since we don’t know what’s happening with the science programme next year, the Americans are keeping some staff around in case they cannot get relief staff in. The winter crew signs up for 13 month and comes down in the summer, then the summer crew goes home, and the winter crew stays on. Some of the Americans were expecting to fly home and are now staying. Some wanted to leave but couldn’t or needed to change flights. The Antarctic gateway was moved from Christchurch to Melbourne because of the border entry restrictions in New Zealand.

Tell me about your crew at Scott Base. 

It’s a trade environment in winter, with a mechanic, a carpenter, an electrician – three women and eight men. Three of them have wintered here before. We’ll have to run one scientist up the hill where she’s spending time on science experiments, and one sea ice probe needs to get out, but otherwise it’s pretty much all maintenance.

What’s your job?

I’m the water engineer. My responsibility is making drinking water from sea water under the ice with reverse osmosis, and to treat the used water before it’s returned to the ocean.

What kind of person spends a winter on the ice?

Winter people are handling some things better, but you can’t pick whether they are introverts or extroverts. We’re probably all a bit odd. What we have in common is a taste for adventure, and that you have to be vulnerable and step out of your comfort zone. They say you come out a different person.

How dark is it at the moment?

Last week there was a little bit of daylight, but we’ve lost it now. I was outside at quarter to five today and I could just see the horizon. The stars were out. Next week will be dark 24 hours a day. We won’t see the sun again until the end of August.

No daylight for four months sounds more challenging to me than five weeks in lockdown. 

Well, we had six months to build up to it over the summer, which is very different to what happened to you in New Zealand. We talk on the phone, we have internet, I’m feeling pretty good. And we signed up for it and knew what was coming. The coronavirus situation was unexpected.

How did you prepare for your winter in isolation? 

I was a stand-by guy for 12 months before coming down here and had a lot of time to research the psychology of it, how the darkness and isolation can affect me. Being aware of it helps, that a change is happening. I’ve spent 25 years on boats in remote places around the world and am used to solitude, being away from family. And I’m always thinking about what can go wrong, which is a good attitude to have around here.

Is the health and safety prep from Gateway Antarctica focused on mental health?

The pre-deployment training is excellent. We look out for each other and give people space. Since we’re normally not used to being in closed quarter environments for such extended periods, we have to learn new measure, like being empathic and judging people’s moods. Some people need to withdraw and do things on their own. But when they withdraw too much, it might be good to invite them to do a group activity.

Like what?

We have quite a lot of jigsaw puzzles and card games going on here. Crosswords in the morning and afternoon tea breaks. Good to have something different than normal day-to-day interactions. We are aware of everyone’s family back home and watch the news together every night.

Many people are struggling in self-isolation or in their bubbles in New Zealand. Any tips?

Keeping a routine helps, and setting yourself a goal, even just daily. Have your recreational time and your mealtimes. Your body and brain are used to those things. It gives you stability in the uncertainty. Reconnect with people you have not been in touch with for a while – don’t become a hermit. Challenge yourself a bit.

How do you spend your time after work?

Less is happening outside now so we move to the gym. There are lots of social club activities and dance classes or yoga. There’s soccer tonight, and after dinner I’ll go and watch Star Wars.

Can it get a bit claustrophobic? Any cabin fever?

In the summer it gets really busy with scientists and support staff. We had 85 people working here at Scott, and around 350 passing through, plus 1,200 at McMurdo. I’m actually enjoying having the place to myself now, with fewer distractions. I can get to know people better through longer conversations and am still finding things out after eight months. Some people hold talks about their climbing adventures or give travelogues.

Any positives for you personally in this pandemic? Because there’s always a silver lining…

It’s been really nice that I can actually catch up with friends around the world. Because they’re at home in lockdown, they have more time to talk to me over the phone.

Source: thespinoff.co.nz — The Spinoff

Coronavirus, l’Italia supera i 30 mila morti ma il contagio continua a diminuire: il Sud è già fuori dal tunnel [DATI]

Coronavirus, l’Italia supera i 30 mila morti ma il contagio continua a diminuire: il Sud è già fuori dal tunnel [DATI]

I dati sull’epidemia di Coronavirus in Italia forniti dalla protezione civile sono anche oggi molto confortanti: nelle ultime 24 ore ci sono stati 243 morti, un dato molto triste ma legato alle persone che si ammalavano oltre 20 giorni fa e comunque in netto calo rispetto alle scorse settimane, ma anche 2.747 guariti e appena 1.327 nuovi casi su 63.775 tamponi effettuati. Appena il 2,0% dei test è risultato positivo. Anche oggi i nuovi casi sono concentrati in Lombardia (+634), Piemonte (+233) ed Emilia Romagna (+111), mentre il Sud è fuori dal tunnel con pochissimi nuovi casi, molti guariti e sempre meno pazienti ricoverati (appena 4 nei reparti di terapia intensiva di tutto il territorio di Calabria, Basilicata e Molise). Adesso il bilancio complessivo dell’Italia è adesso di:

  • 217.185 contagiati
  • 29.958 morti
  • 96.276 guariti

Le persone attualmente ammalate, sono 87.961. Questi pazienti sono così suddivisi:

  • 14.636 ricoverate in ospedale (17%)
  • 1.168 ricoverate in terapia intensiva (1%)
  • 72.157 in isolamento domiciliare (82%)

Anche oggi è diminuito il numero delle persone ricoverate: nei reparti di terapia intensiva abbiamo 143 pazienti in meno rispetto a ieri, e negli altri reparti 538 in meno, per un totale di 681 ricoveri in meno.

Eloquente il grafico con l’andamento del dato dei nuovi contagi giornalieri in Italia dal 26 Febbraio:

La tabella con tutti i dati Regione per Regione:

Test sierologici, i primi risultati: il Coronavirus ha circolato pochissimo, specie al Sud. Ecco tutti i DATI

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Coronavirus, dramma in Gran Bretagna: morta bimba di sole sei settimane, è la più piccola vittima al mondo

Coronavirus, dramma in Gran Bretagna: morta bimba di sole sei settimane, è la più piccola vittima al mondo

E’ la più giovane vittima al mondo di Coronavirus. Aveva solo sei settimane ed è fra le 332 vittime del Sars-CoV-2 censite negli ultimi 3 giorni dal servizio sanitario britannico (Nhs), negli ospedali dell’Inghilterra, e rese note oggi. Secondo quanto riferito dal Daily Mail, la piccola aveva un’altra patologia che non è stata rivelata, come non è stato rivelato se la morte è collegata direttamente all’infezione. Fino ad ora il caso noto record era quello di una bimba di 5 mesi morta a New York. Secondo l’Nhs, i 332 morti conteggiati oggi hanno fra i 103 e le 6 settimane appunto; tutti “con patologie pregresse” tranne 22 di età compresa fra 40 e 96 anni.

Come riferito dalle autorità sanitarie di Londra, sono 26.093 le persone che hanno perso la vita negli ospedali della Gran Bretagna dopo aver contratto il Covid-19, 414 nelle ultime 24 ore. Nel dettaglio, rispetto a ieri in Inghilterra le vittime in più sono state, in Scozia 49, in Galles 28 e cinque nell’Irlanda del nord.

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De Donno: “Il plasma iperimmune è sicuro, economico e batte il coronavirus, non capisco Burioni e l’accanimento contro la terapia”

Giuseppe De Donno

Sempre più al centro dei trattamenti per salvare i pazienti contagiati dal nuovo coronavirus è la terapia che utilizza il plasma dei guariti. Tra coloro che fanno affidamento a questo trattamento, e ormai sono tanti nel mondo, c'è anche Giuseppe De Donno, direttore della Pneumologia e dell'Unità di Terapia intensiva respiratoria all'ospedale Carlo Poma di Mantova. In un'intervista rilasciata a Business Insider Italia, De Donno spiega la terapia, i suoi vantaggi e l'ostilità e le polemiche che l'hanno circondata negli ultimi giorni.

Curando i pazienti con il plasma iperimmune, nell'ultimo mese l'ospedale non ha registrato decessi tra le persone trattate: i pazienti sono migliorati o si sono stabilizzati. Tra i pazienti curati all'ospedale mantovano, nessuno si è aggravato e "non abbiamo registrato alcun effetto collaterale. Il plasma è sicuro. Non stiamo parlando di una pozione magica. I risultati dello studio stanno per essere pubblicati".

"Ho passato 25 giorni senza dormire. E anche ora quando arrivo a casa non riesco a smettere di pensare agli occhi dei nostri pazienti. Gli occhi dei morti, quelli che non siamo riusciti a salvare, mi accompagnano tutte le notti. Questo è un virus maledetto, in 36 ore ti distrugge. Dobbiamo imparare a conviverci. Ma proprio perché è un virus che ti colpisce duro, alle spalle, non capisco questo accanimento contro la cura al plasma. Forse i miei colleghi non si rendono conto che divisi si perde. A meno che qualcuno davvero non ami perdere. La cura sta mostrando risultati eppure le critiche, mai nel merito, aumentano sempre di più", ha detto De Donno.

"Forse il mondo accademico soffre perché la scoperta arriva da un piccolo ospedale e non da qualche rinomato laboratorio. Di certo se questa cura andrà avanti sarà per merito della rete ospedaliera. Che in Italia resta eccellente. Io non escludo che il plasma si possa utilizzare anche prima dell'insufficienza respiratoria. Negli Stati Uniti stanno pensando di fare dei cicli di plasmaferesi per proteggere il personale medico. Di certo abbiamo aperto una nuova era. Questo è un nuovo modello che potremmo utilizzare anche in futuro. A costi estremamente bassi", ha aggiunto De Donno.

Il virologo Roberto Burioni

Il virologo Roberto "Burioni si comporta come se avesse la verità in tasca dicendo che è meglio un farmaco sintetizzato piuttosto che il plasma iperimmune e che secondo lui potrebbe trasmettere malattie, mentre è sicuro grazie ai controlli accurati e meticolosi che facciamo da sempre. Burioni risponderà di quello che dice, ma attaccare la sicurezza del plasma è folle. Fossi il presidente dell'Avis mi vergognerei. È inaccettabile che sia intervenuto mettendo in dubbio la nostra sperimentazione quando avrebbe solo dovuto dire con chiarezza che il plasma è sicuro: se inoculiamo un dubbio del genere, le donazioni crollano. E il plasma iperimmune in questo momento è la migliore arma che possediamo".

Tra l'altro, non è neanche costosa."Per ogni paziente si spendono 82 euro che sono il costo della sacca, del trattamento in laboratorio del plasma e del personale ospedaliero, più o meno quanto gli integratori per la palestra. Se sono tanti per salvare una vita non ho capito nulla della medicina. Poi, se le case farmaceutiche sono in grado di darci soluzioni migliori in tempi più rapidi a prezzi più bassi sarei il più felice della terra. Non credo che sintetizzare il plasma in laboratorio sia più economico. Questa è una cura democratica: arriva dal sangue donato dai guariti”, spiega De Donno.

"Io sono un sostenitore dei vaccini, ma sarà un lavoro lungo. Questo virus muta, ha diversi ceppi. Quello che ha colpito l'Italia non è lo stesso della Cina e in Lombardia stessa ci sono diversi ceppi, basta vedere come sono diversi i decorsi dei pazienti. A noi oggi serve subito un proiettile da usare per la fare acuta: una cura capace di seguire le mutazioni del virus. Il plasma lo fa. Poi, se dalle case farmaceutiche ne arrivasse uno più economico e più efficacie, ne saremmo felici. I farmaci per l'artrite sono stati usati senza fiatare, il plasma, invece, una cura che funziona senza effetti collaterali è contestata. Forse perché non muove grandi interessi. Però tanti ospedali stanno partendo con il nostro protocollo. È un buon segnale. Non so perché Burioni sia così negativo, ma di certo ha toppato ogni previsione fin dall'inizio della pandemia. E purtroppo ha condizionato molte scelte politiche. Noi ospedalieri non cerchiamo notorietà, vogliamo solo salvare vite umane. Era difficile reggere all'urto di un virus così terribile, ma forse avremmo salvato qualche vita in più se la politica avesse ascoltato di meno gli accademici in televisione e di più gli ospedalieri che facevano le notti in bianco inseguiti dagli occhi dei morti", ha concluso De Donno.

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Coronavirus, il Regno Unito peggio dell’Italia: verso la proroga del lockdown fino a giugno con limitatissimi alleggerimenti, “strategia della massima cautela”

Coronavirus, il Regno Unito peggio dell'Italia: verso la proroga del lockdown fino a giugno con limitatissimi alleggerimenti,

Mentre molti Paesi, tra i quali Germania, Austria, Danimarca, Norvegia, hanno allentato considerevolmente le misure nella fase 2 dell'emergenza coronavirus, l'Italia ci è andata con i piedi di piombo, consentendo pochissime aperture e libertà dal 4 maggio rispetto alla fase 1. Peggio sembra fare il Regno Unito, dove si va verso la proroga del lockdown di altre 3 settimane. Almeno secondo quanto riportato dl Times.

Nel discorso alla nazione che il premier Boris Johnson terrà domenica sera, secondo il giornale di Rupert Murdoch, verranno annunciati alleggerimenti limitatissimi e tappe verso una graduale “riapertura” fissate per lo piu’ dalla sola indicazione di date future. Sostanzialmente, Johnson, reduce in prima persona dal contagio di coronavirus, annuncera’ “l’estensione del lockdown” per tre settimane, “fino a giugno“.

La stessa indicazione e’ gia’ scattata da parte dei governi locali di Scozia e Galles, che hanno deciso in autonomia, con l’unica concessione per ora dell’uso dei giardini pubblici e dell’ok all’esercizio fisico libero all’aperto. È un approccio “comune fra le quattro nazioni” del Regno nella strategia “della massima cautela”, ha precisato oggi un portavoce di Downing Street, limitandosi a non escludere qualche “leggera differenza” per l’Inghilterra (si parla del via libera a “preghiere individuali” nei luoghi di culto) e a evocare la possibilita’ di introdurre la quarantena obbligatoria per chiunque dalla settimana prossima attraversi i confini britannici dall’estero. Stando al Times, dunque, Johnson appare orientato a resistere alle pressioni di media e business per una riapertura. Nel Regno Unito, il totale di morti accertati per Covid-19 ha superato quota 30.000, record europeo in cifra assoluta.

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Coronavirus, la bozza del DL di maggio: agevolazioni per famiglie e imprese e superbonus edilizio con detrazione fiscale del 110% [DETTAGLI]

Coronavirus, la bozza del DL di maggio: agevolazioni per famiglie e imprese e superbonus edilizio con detrazione fiscale del 110% [DETTAGLI]

Cosa prevede la bozza del nuovo decreto legge di maggio? Agevolazioni per famiglie e imprese colpite dall’emergenza coronavirus e maxi detrazione fiscale a partire dal 1° Luglio, ma di che genere? Tutte le novità.

Stop al ritardo nel pagamento

Si prevede in primis lo stop al ritardo nel pagamento degli ammortizzatori sociali per l’emergenza coronavirus. Pertanto il datore di lavoro che non anticipa il trattamento può fare richiesta di pagamento diretto della prestazione trasmettendo la domanda entro la fine del mese di inizio del periodo di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa. Le amministrazioni competenti dovranno autorizzare la domanda entro il giorno 20 del mese successivo a quello del periodo di integrazione richiesto e il datore lavoro dovrà poi comunicarlo all’Inps che a sua volta disporrà il pagamento entro la fine dello stesso mese.

Agevolazioni per le famiglie

Sono previste alcune agevolazioni per le famiglie. In primis stop ai licenziamenti per altri 3 mesi, il bonus colf passa da 400 a 600 euro.  Prolungato al 30 settembre il termine per il genitore lavoratore di usufruire di un congedo straordinario per la cura dei figli rimasti a casa a causa delle chiusura delle scuole per l’emergenza Covid-19.

Introdotta inoltre la detrazione irpef sulle spese per i centri estivi per minori di 16 anni per un importo non superiore ai 300 euro per i contribuenti con reddito complessivo entro i 36mila euro annui.

Conferma dei bonus di indennità ed estensione degli stessi

Tutti i bonus verranno confermati ed estesi. Il decreto sembra confermare le indennità introdotte dal decreto Cura Italia, ci sono delle incertezze solo per i professionisti iscritti alle Casse di previdenza professionale.

L'indennità di 600 euro è stata riconosciuta per il mese di marzo e confermata per il mese di aprile a:
– liberi professionisti con partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020 compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici con attività di lavoro autonomo (articolo 53, comma 1, del T.U.I.R.) iscritti alla Gestione separata dell'INPS;
– collaboratori coordinati e continuativi con rapporto attivo alla data del 23 febbraio 2020 e iscritti alla Gestione separata dell'INPS.
Entrambe le categorie di lavoratori non dovevano essere titolari di pensione diretta (ma vedremo, più avanti, con quale eccezione) e non devono avere altre forme di previdenza obbligatoria.

Per il mese di maggio, invece, la bozza di decreto riconosce una indennità pari a 1000 euro:

· ai liberi professionisti titolari di partita IVA a condizione che abbiano subito una comprovata riduzione di almeno il 33 per cento del reddito del secondo bimestre 2020, rispetto al reddito del secondo bimestre 2019.
· ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa che siano titolari di rapporti di lavoro la cui durata non si protrae oltre il 31 dicembre 2020 o che abbiano cessato il rapporto di lavoro.

Superbonus per l'edilizia al 110% fino al 2021

In un’intervista che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro ha rilasciato al TG1 è emerso che le detrazioni fiscali arriveranno al 110% per le opere e gli impianti di ristrutturazione immobiliare finalizzati al risparmio energetico. Essi sono dunque rivolti a interventi di riqualificazione sismica o energetica che saranno a costo zero per le famiglie: ciò è possibile per mezzo di un credito d'imposta del 110% alle imprese che faranno i lavori. I lavori andranno realizzati tra il primo luglio 2020 e il 31 dicembre 2021.

La norma vale anche per le facciate dei palazzi, che potranno essere rimessi a nuovo sostanzialmente gratis.

"Si provvede a incrementare al 110% l'aliquota di detrazione spettante a fronte di specifici interventi in ambito di efficienza energetica, riduzione del rischio sismico, installazione di impianti fotovoltaici – si legge nella bozza – con riferimento alle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, nonché di interventi di recupero o restauro della facciata esterna di edifici effettuati dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2021″.

Ecobonus e sismabonus: dal 65% e 50% al 110%

"Le detrazioni fiscali in questi anni hanno svolto un ruolo di incentivo fondamentale per tutto il settore privato, creando flussi rilevanti di domanda aggiuntiva per i lavori di ristrutturazione. Ed è per questo che abbiamo deciso che fino al 2021 le aliquote detraibili per alcuni interventi di efficientamento energetico (ecobonus) e per le misure antisismiche (sismabonus), passeranno rispettivamente dal 65% e 50% ad un'aliquota del 110%".

Super bonus anche per restaurare le facciate

"Inoltre, se congiuntamente ad un'opera strutturale di riqualificazione energetica o di messa in sicurezza degli edifici, la famiglia vorrà svolgere altri lavori di riqualificazione energetica, restaurare la facciate esterna dell'edificio o installare un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica – si precisa – tutti i lavori riceveranno una detrazione pari al 110%".

Cosa cambierà per i clienti

Nella nota viene esplicato un esempio concreto: "se una famiglia effettuerà lavori sulla propria abitazione che ricadono all'interno degli interventi sopra elencati per un importo pari a 1000 euro, riceverà al momento della dichiarazione dei redditi una detrazione pari al 110% del costo dei lavori (in questo caso quindi 1100 euro), che potrà usare in compensazione in cinque quote annuali di pari importo. Mettendo in sicurezza il proprio edificio da un punto di vista sismico, ad esempio, con dei lavori di un valore complessivo pari a 1000 euro, si riceverà dallo Stato una detrazione pari a 1100 euro".

Non solo: le famiglia, a fronte della cessione della detrazione fiscale, potranno ricevere uno sconto in fattura pari al 100% del costo dei lavori effettuati. In sostanza sarà possibili effettuare importanti lavori di ristrutturazione senza alcun esborso monetario, basterà vendere l la detrazione fiscale all'impresa che ha svolto i lavori.

Oltre all'aumento delle aliquote, inoltre, le famiglie potranno ricevere, a fronte della cessione della detrazione fiscale, uno sconto in fattura pari al 100% del costo dei lavori da parte dell'impresa che ha effettuato la ristrutturazione. Le famiglie potranno cioè effettuare importanti lavori di ristrutturazione senza alcun esborso monetario, ma semplicemente vendendo la detrazione fiscale all'impresa che ha svolto i lavori. In questo modo, "anche le famiglie con redditi molto bassi o nulli potranno svolgere importanti lavori di ristrutturazione edilizia", l'auspicio del governo.

Come le imprese recupereranno la liquidità

Sarà possibile utilizzare il credito d’imposta in compensazione in cinque quote annuali o cederlo a terzi per ottenere subito la liquidità necessaria. 

Per utilizzare la seconda opzione basterà attendere la prima cessione del credito d’imposta, dalla famiglia all’impresa mediante sconto in fattura, e successivamente cedere tale credito a soggetti: si tratta di una soluzione in tempi rapidi che permetterà di ricevere un flusso di liquidità immediata.

Dal momento che è stata modificata la normativa sulla cedibilità delle detrazioni, sarà dunque possibile cedere anche agli istituti bancari (opzione in precedente vietata). Inoltre si possono effettuare anche più di due cessioni.

"Il nostro obiettivo -illustra il governo – è che l'impresa non si trovi mai senza la liquidità necessaria a coprire i propri costi, e che quindi possa cedere il più velocemente possibile e ad un prezzo sostenibile (comunque non inferiore al 100% del valore della fattura) il credito a banche o a grandi imprese".

 

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Source: meteoweb.eu

Coronavirus, il contagio è più grave rispetto alla SARS: gli occhi sono un’importante via di infezione

coronavirus

Come si rapporta la nuova pandemia di coronavirus con quelle precedenti? Il nuovo Coronavirus (COVID-19) e’ risultato piu’ efficace del Coronavirus della sindrome respiratoria acuta grave (SARS-CoV) nell’infettare le vie aeree e gli occhi, secondo le ricerche della facolta’ di Medicina dell’Universita’ di Hong Kong. Lo studio e’ stato pubblicato sulla rivista medica Lancet Respiratory Medicine.

Michael Chan Chi-wai, professore associato della Scuola di Sanita’ Pubblica dell’Universita’, e il suo gruppo di ricerca hanno confrontato l’infezione da COVID-19, SARS-CoV e i virus influenzali come H5N1 e H1N1 utilizzando le vie respiratorie superiori umane e i tessuti oculari in un laboratorio di livello 3 di sicurezza biologica. I risultati hanno dimostrato che il COVID-19 e’ molto piu’ efficace nell’infettare la congiuntiva umana e le vie respiratorie superiori rispetto alla SARS-CoV, e il suo livello di infezione e’ paragonabile a quello osservato nella pandemia H1N1 del 2009. Nel complesso, questo spiega la maggiore trasmissibilita’ della pandemia di COVID-19 rispetto a quella della SARS-CoV. “Questo studio evidenzia anche il fatto che gli occhi possono essere una via importante dell’infezione umana da SARS-CoV-2 (COVID-19)“, ha affermato Chan.

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Test sierologici, i primi risultati: il Coronavirus ha circolato pochissimo, specie al Sud. Ecco tutti i DATI

test sierologico coronavirus

Sono arrivati i primi risultati dei test sierologici sul Coronavirus effettuati nei giorni scorsi in tutt’Italia. E i dati sono molto in linea con quelli dei tamponi: il Covid-19 ha circolato pochissimo nel nostro Paese, soprattutto al Sud. In Lombardia, la Regione più colpita per numero di morti e di contagiati, il risultato dei primi 33.306 test ha riscontrato un 50% di positivi. La percentuale è un po’ più alta rispetto a quella dei tamponi (30% dei positivi sui test orofaringei), ma il numero è molto più basso (le persone sottoposte a tampone sono state ben 264 mila). In Lombardia i test sierologici sono stati fatti al personale sanitario (25.331 persone) e a persone già in quarantena perchè erano state a contatto con pazienti positivi (7.975), quindi ci si aspettava risultati elevati.

Anche i dati geografici evidenziano come l’andamento della pandemia abbia rispecchiato quello già noto: soltanto a Bergamo, Sondrio (59%) e Brescia (54%) abbiamo avuto una percentuale di positivi superiore alla metà dei testati.

E’ pacifico che andando ad analizzare persone che non sono state a contatto con positivi e che non hanno mai avuto sintomi, la percentuale di coloro che hanno avuto la malattia sarà ben più bassa non solo del 50% risultato dai test sierologici, ma anche del 30% risultato dai tamponi.

Non abbiamo, quindi, milioni e milioni di contagiati come si era ipotizzato in precedenza. La maggior parte dei cittadini non è mai entrata in contatto con il virus e non è una bella notizia, perchè significa che è suscettibile (esposta ad ammalarsi) e che il tasso di mortalità del Covid-19 è effettivamente elevato, soprattutto nelle aree in cui è stato più letale come a Bergamo e Brescia.

I risultati dei primi test sierologici sono analoghi anche nel resto del Paese. In Toscana abbiamo appena il 3% di positivi, ben al di sotto della soglia dei tamponi. Anche in Puglia il primo dato è del 3% di positivi, seppur limitato a 1.500 persone sottoposte a test nel Policlinico “Riuniti” di Foggia.

In Calabria, invece, quasi tutti coloro che si sono privatamente sottoposti ai test sierologici nelle cliniche che hanno iniziato a farli, sono risultati negativi. I primi dati forniscono appena uno 0,07% di positivi (poche unità), in una Regione in cui appena il 2,7% delle oltre 40.000 persone sottoposte a tampone è risultata positiva. E’ la Regione meno colpita d’Italia, ed è anche quella in cui il virus ha circolato di meno.

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Coronavirus: arriva l’antivirale in sciroppo preparato dai ricercatori dell’Università di Pisa

Coronavirus: arriva l’antivirale in sciroppo preparato dai ricercatori dell’Università di Pisa

Visto che l’antivirale liquido utile a contrastare il Coronavirus diventa sempre più difficile da reperire, l’Unità operativa di Farmaceutica – Politiche del farmaco dell’Azienda ospedaliero universitaria pisana ha realizzato, in collaborazione con l’Università di Pisa, una formula galenica liquida, ovvero uno sciroppo, dell’antivirale lopinavir/ritonavir partendo dalle compresse. Lo scopo è appunto quello di far fronte alla temporanea mancanza del prodotto commerciale liquido proveniente dall’estero. La formula galenica magistrale messa a punto supera il limite di indisponibilità delle semplici dispersioni in acqua e permette di ottenere un farmaco galenico con disponibilità paragonabile alle forme liquide commerciali.

Il risultato ottenuto deriva dalla collaborazione con il Laboratorio Nmr del Dipartimento di Chimica e Chimica industriale dell’ateneo pisano, diretto dalla professoressa Gloria Uccello Barretta, con cui è stato possibile, in tempo reale, studiare i profili di disponibilità di formule magistrali alternative e definire la migliore per disponibilità e stabilità. L’istruzione operativa per l’allestimento galenico di questo farmaco è stata pubblicata sul sito della Associazione Europea di Farmacia Ospedaliera.

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Emergenza Coronavirus: 65 milioni di euro a chi gestisce scuole private come aiuto per le mancate rette

Emergenza Coronavirus: 65 milioni di euro a chi gestisce scuole private come aiuto per le mancate rette

Il prossimo dl Maggio potrebbe contenere un contributo statale di 65 milioni di euro, da ripartire con decreto del Miur, in favore dei soggetti che gestiscono in via continuativa nidi, micronidi, materne e servizi domiciliari all’infanzia privati, come aiuto per le mancate rette non incassate in tempo di emergenza coronavirus. È una delle proposte avanzate per il dl Maggio, contenuta in una bozza sul tavolo di Palazzo Chigi di cui Public Policy ha preso visione, che potrebbe essere inserita nel prossimo decreto economico del Governo, ribattezzato dl Rilancio. La precedente proposta, anticipata da Public Policy, prevedeva invece un contributo di 200 euro a bambino ma solo per nidi privati o convenzionati con i comuni, relativamente al periodo del mancato versamento delle rette determinato dalla sospensione del servizio dovuto all’emergenza epidemiologica da coronavirus.

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2021 Oscar Predictions: 93rd Academy Awards

In a normal year, May is when the Oscar race starts coming into focus thanks to the starry Cannes Film Festival. Bong Joon Ho’s “Parasite” made history in February as the first foreign-language film to win the Academy Award for Best Picture after becoming a contender by winning the Palme d’Or at Cannes 2019. But 2020 is not like every year. The coronavirus pandemic has canceled Cannes, pushed spring and summer films to the fourth quarter or 2021, and forced the Academy to announce a temporary rule: Streaming/VOD films (with planned theatrical release dates) are now eligible for the 2021 Oscars.

What does all this mean for the 2020-21 Oscar race? Festivals will most likely take a back seat, but contenders will emerge nonetheless, as the Academy is sticking with its February 28, 2021 date for the 93rd Academy Awards (for now, at least).

Many of the potential Oscar contenders on deck right now actually did get their own festival stage, however. Emerging from Sundance 2020 was Eliza Hittman’s “Never Rarely Sometimes Always,” which won a Special Jury Prize in Park City before claiming the Silver Bear at February’s Berlin International Film Festival. Focus Features opened the film to the year’s best reviews in March, but it played for just three days before theaters across the country shut down. Focus pivoted to a premium VOD launch on April 3.

Other Sundance favorites with Oscar buzz, such as Lee Isaac Chung’s Grand Jury Prize winner “Minari” (A24) and Emerald Fennell’s Carey Mulligan vehicle “Promising Young Woman” (Focus Features), remain undated, along with Radha Blank’s “The 40-Year-Old Version” (Netflix). Florian Zeller’s “The Father” (Sony Pictures Classics) is set for November and boasts towering performances from Olivia Colman and Anthony Hopkins.

Truth is, Sundance’s impact on the Oscars has waned in recent years: not a single Best Picture nominee in 2020 premiered at Sundance. However, Sundance documentaries remain strong with the Oscars. This year’s Best Documentary winner was Sundance 2019 premiere “American Factory.” The 2020 Sundance non-fiction favorite “Crip Camp” debuted March 25 on Netflix and will be eligible, as the streamer had booked an awards-qualifying theatrical release. Like “American Factory,” “Crip Camp” has the backing of both Netflix and the Obamas’ Higher Ground Productions.

Lauded 2020 Sundance documentaries that remain undated include Amanda McBaine and Jesse Moss’ “Boys State” (A24/Apple), Garrett Bradley’s “Time” (Amazon), Alexander Nanau’s timely Romanian health system expose “Collective” (Participant/Magnolia) and Kristen Johnson’s “Dick Johnson Is Dead” (Netflix).

Outside of Sundance, Kitty Green’s “The Assistant” (Bleecker Street), Autumn de Wilde’s “Emma” (Focus), and Kelly Reichardt’s “First Cow” (A24) opened in theaters to acclaim during the first half of the year. A24 pulled “First Cow” from theaters after just a couple of weeks and announced a plan to bring it back in the fall when theaters reopen. Studio films “The Invisible Man” (Universal) and “The Way Back” (Warner Bros.) earned strong buzz for riveting lead performances by Elisabeth Moss and Ben Affleck, respectively. These films may be elevated during a time when theaters could remain closed in the fall and many expected contenders (see below) could get pushed.

Cannes 2020 was supposed to bring the onslaught of fresh new movies, most notably Wes Anderson’s “The French Dispatch” (Searchlight delayed the release from July 24 to October 16) and Pete Docter’s Pixar entry “Soul” (Disney pushed the film from June 19 to November 20). Other buzzy films reportedly in the mix included Chloe Zhao’s “Nomadland” (Searchlight), Edgar Wright’s “Last Night in Soho” (Focus, September 25), Paul Verhoeven’s “Benedetta” (don’t forget Isabelle Huppert’s Oscar nod for “Elle,” which launched at Cannes 2016), Leos Carax’s musical “Annette” (Amazon) with Adam Driver and Marion Cotillard, and Apichatpong Weerasethakul’s “Memoria” (Neon) with Tilda Swinton. Cannes is such a major influence for the Best International Film Oscar (three of this year’s nominations were Cannes premieres) that its cancellation will surely impact the foreign-language race moving forward.

"Tenet"

“Tenet”

Warner Bros.

After Cannes comes the summer movie season, which has been mostly wiped clean because of the pandemic. Christopher Nolan’s “Tenet” is still set for July 17 from Warner Bros., making it the season’s top prospect for Oscar pundits. Nolan picked up his first Oscar nom for Best Director with his last effort, “Dunkirk,” which scored eight nominations and won tech Oscars for Best Sound Editing, Best Sound Mixing, and Best Film Editing. Other summer theatrical tentpoles that remain are Warner Bros.’ “Wonder Woman 1984” (August 12) and Disney’s live-action “Mulan” (July 24), both of which could contend in below-the-line categories.

Netflix announced this week that erstwhile Cannes jury chief Spike Lee has a new film coming, “Da 5 Bloods,” set to stream on June 17. The film is eligible for Oscars, as Netflix was planning a theatrical release. “Da 5 Bloods” is part of Netflix’s award slate for the 2020-21 race. Many of these titles are expected to launch in the fall, when the bulk of Oscar titles will emerge. Netflix landed 10 nominations for Martin Scorsese’s “The Irishman” and six for Noah Baumbach’s “Marriage Story” this year. Neither film won Best Picture, nor did Alfonso Cuarón’s “Roma” in 2019. Will the 2021 Oscars finally be the year Netflix claims Best Picture?

Joining Lee’s “Da 5 Bloods” on the streamer’s roster is David Fincher’s “Mank,” his first feature since “Gone Girl,” starring Oscar winner Gary Oldman as the screenwriter of “Citizen Kane,” as well as Ron Howard’s “Hillbilly Elegy” with multi-nom favorites Amy Adams and Glenn Close, Charlie Kaufman’s “I’m Thinking of Ending Things” with Jesse Plemons, Ryan Murphy’s star-studded Broadway-to-film musical “The Prom,” and Ben Wheatley’s “Rebecca,” starring Armie Hammer and Lily James (Alfred Hitchcock’s 1940 Daphne Du Maurier “Rebecca” adaptation won the Oscar for Best Picture).

The jury is out on whether any of these films will be completed for a 2020 release given production shutdowns. The same goes for George Clooney’s sci-fi thriller “The Midnight Sky,” which wrapped production in February. Sources close to Netflix say Andrew Dominik’s “Blonde,” starring Ana de Armas as Marilyn Monroe, is intended for 2021.

Netflix landed two Oscar noms for Best Animated Feature this year and already has one contender set for 2021. “The Willoughbys” debuted on streaming April 22 but was planning a limited theatrical release. Universal skipped theaters and debuted “Trolls World Tour” on PVOD, and Warner Bros. will do the same May 15 with “Scoob!” Both films are eligible to compete for the Best Animated Feature Oscar.

David Fincher

David Fincher

Eric Charbonneau/Shutterstock

The majority of the fall movie season remains a question mark. Remember how “I, Tonya” dazzled TIFF 2017 on its way to winning Allison Janney the Best Supporting Actress Oscar? Those fall festival surprises might not happen depending on the shape the fall festivals take. Like “The French Dispatch” and “Soul,” the James Bond tentpole “No Time to Die” got pushed to the fall (November 25). Both “Skyfall” and “Spectre” won Oscars for Best Original Song, and Billie Eilish and Finneas could be next. The season’s other major tentpole is Denis Villeneuve’s “Dune,” set for December 17 from Warner Bros. Villeneuve’s “Blade Runner 2049” won Oscars for Best Cinematography and Best Visual Effects, and big-budget “Dune” with Timothee Chalamet should be another huge crafts contender.

The fall season is also expected to bring new efforts from Oscar-winning talents such as Steven Spielberg (“West Side Story,” December 18 from Disney), Aaron Sorkin (“Trial of the Chicago 7,” September 25 from Paramount), Tom McCarthy (“Stillwater,” November 6 from Focus), and Sofia Coppola (“On the Rocks,” undated from A24/Apple). The jury is still out on when Disney will release Oscar nominee Joe Wright’s Fox orphan “The Woman in the Window,” starring Amy Adams, or Searchlight’s "The Big Sick" director Michael Showalter's "The Eyes of Tammy Faye," starring Andrew Garfield and Jessica Chastain as televangelists Jim and Tammy Faye Baker. Meanwhile, Universal still has Paul Greengrass and Tom Hanks’ reunion “News of the World” set for December 25.

Christmas is also when MGM is launching “Respect,” starring Oscar winner Jennifer Hudson as Aretha Franklin. Also worth keeping an eye on is “Ammonite,” which Neon picked up earlier this year. The lesbian romance hails from “God’s Own Country” director Francis Lee and features the heavyweight pairing of Kate Winslet and Saoirse Ronan.

The Oscar race will continue to take shape as the year progresses. Stay tuned as IndieWire’s Anne Thompson breaks down the races in each category. Links will be added to the categories below as analysis is made available.

Best Picture

Best Director

Best Actress

Best Actor

indiewire.com

Coronavirus, l’indice di contagio Regione per Regione: si va dallo 0,29 delle Marche allo 0,96 della Puglia, e poi c’è il “caso Sicilia”

Coronavirus, l’indice di contagio Regione per Regione: si va dallo 0,29 delle Marche allo 0,96 della Puglia, e poi c’è il “caso Sicilia”

Attualmente a livello nazionale l’indice di contagiosità R0 è fra 0,5 e 0,7“: lo ha reso noto oggi Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, durante la conferenza stampa all’ISS per fare il punto sull’emergenza coronavirus, rispondendo a una domanda dei giornalisti.

Dunque, l’indice di contagio del Covid-19, il famoso ‘R con 0’ (o Rt) si assesta in Italia intorno allo 0,5-0,7 di media: ciò significa dire che un malato ne contagia in media meno di uno.
Il dato varia da Regione a Regione: secondo il report diffuso oggi dall’Istituto Superiore di Sanità e redatto con la Fondazione Bruno Kessler, ad oggi le Marche fanno registrare il risultato migliore, un tasso di contagio di 0,29.
Seguono lo 0,42 del Molise, lo 0,44 di Trento e Bolzano, lo 0,48 della Sardegna.
La Lombardia fa registrare 0,57, più del Piemonte, che si attesta su un tasso di 0,53, stesso valore del Veneto e dell’Emilia Romagna.
Le Regioni più colpite hanno oggi un indice di contagio nella media nazionale se non inferiore.
Nella fascia media media troviamo la Toscana e la Campania con 0,60, e Lazio e Liguria, con rispettivamente 0,62 e 0,65. A salire si trovano l’Abruzzo con 0,75, la Calabria con 0,80, l’Umbria con 0,83 e la Basilicata con 0,88.
Gli indici di contagio maggiori riguardano la Puglia con 0,96 e la Sicilia che supera la soglia dell’1 (1,12) ma l’ISS precisa che “in Sicilia sono sono segnalati pochi casi di infezione con trend in riduzione nell’ultima settimana. L’Rt leggermente superiore ad 1 potrebbe riflettere pregressi focolai limitati e di per sé non implica un aumento diffuso di di trasmissione“.

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Source: meteoweb.eu

Dallo Spazio soluzioni innovative per affrontare l’emergenza Coronavirus: 130 progetti partecipano al bando dell’ESA

coronavirus mondo

Si è chiusa con 130 proposte di cui 98 quelle che prevedono un operatore economico italiano la fase iniziale del bando "Space in response to COVID-19 outbreak" per sperimentazioni di tecnologie spaziali per il contenimento, monitoraggio e contrasto della pandemia.

Il bando è promosso dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) proposto dall'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), in accordo con il Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione Paola Pisano e il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche per lo spazio Riccardo Fraccaro, ed è destinato a due ambiti di applicazione: salute ed educazione a distanza mediante l'uso di tecnologie spaziali per il contrasto alla pandemia.

Destinato a tutti gli operatori economici dei paesi membri dell'ESA e partecipanti al programma ARTES BASS (Business Application Satellite Solution) prevedeva obbligatoriamente fasi dimostrative dispiegate in Italia e richiedeva il co-finanziamento da parte degli operatori economici proponenti (max 50% per la grande industria, max 80% per PMI e Università e Centri di Ricerca).

Il bando, pubblicato lo scorso 30 marzo, ha ricevuto 85 proposte per la parte salute e 13 per la sezione educazione a distanza.

L'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) ha risposto con l'incremento di 7,5 milioni di euro del finanziamento del bando che passa da 2,5 milioni di euro a 10 milioni di euro (di cui 8,2 M€ complessivi per il tema salute e 1,8 M€ complessivi per l'educazione a distanza) per finanziare un maggior numero di proposte italiane anche in considerazione dell'alto livello qualitativo dei progetti riscontrato da ESA.  L'incremento è stato richiesto a valere sui fondi già sottoscritti al Consiglio Ministeriale ESA di novembre 2019, senza aumentare quindi gli obblighi finanziari dell'Italia verso l'ESA grazie alla scelta fatta a Siviglia di sostenere significativamente le attività applicative del programma ARTES.

“La tecnologia spaziale è un importante motore di sviluppo economico e innovazione in diversi settori dall’agroalimentare, alla medicina, dall’ambiente alle telecomunicazioni: nuove forme di connettività, nuovi tessuti, dalle infrastrutture all’ottimizzazione dei segnali GPS, fino a innovazioni in campo molecolare. Un settore in crescita nel quale il nostro Paese, grazie alle collaborazioni con ASI e ESA, continua ad investire e credere” è il commento del Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione, Paola Pisano.

"La strategia del Governo alla ministeriale ESA di Siviglia ha avuto il successo sperato, perché grazie all'investimento sul programma ARTES è stato possibile incrementare il finanziamento del bando senza ulteriori obblighi finanziari per l'Italia. In questo modo è stato possibile stanziare ben 10 milioni di euro a favore delle aziende del settore spaziale e aerospaziale che offrono soluzioni innovative per affrontare l'emergenza Coronavirus. Le tecnologie satellitari possono contribuire in maniera determinante ad affrontare questa fase e la nostra priorità è quella di mettere le attività spaziali al servizio dei cittadini. La grande adesione al bando da parte del mondo produttivo italiano legato allo spazio dimostra che è necessario continuare a valorizzare questo comparto che è in grado di creare valore aggiunto sul piano economico e dare risposte concrete alle sfide che il Paese ha di fronte", dichiara il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche per lo spazio, Riccardo Fraccaro.

"Grande soddisfazione per l'esito di questa prima fase del bando e per la straordinaria risposta da parte delle imprese spaziali e sanitarie nazionali che hanno presentato dei progetti innovativi non solo per la gestione dell'emergenza ma anche per applicazioni e servizi sostenibili che possono successivamente entrare a fare parte della vita di tutti i giorni dei cittadini. Grazie al tempestivo incremento del finanziamento che abbiamo fatto si è potuto, inoltre, contribuire a fornire un aiuto concreto soprattutto a tante piccole e medie imprese in questo momento di difficoltà ", aggiunge il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia.

"Siamo molto lieti di sostenere l'industria europea e dimostrare i benefici che lo spazio può offrire per rispondere all'attuale emergenza", ha dichiarato il Direttore delle Telecomunicazioni e Applicazioni Integrate dell'ESA, Magali Vaissiere. "I progetti selezionati, che saranno avviati a giugno, mostreranno il valore che le applicazioni basate sullo spazio porta agli operatori sanitari e alla formazione scolastica, così come ai cittadini europei. L'importanza dell'iniziativa corrente è testimoniata dal coinvolgimento dei rinomati ospedali e delle istituzioni sanitarie italiani nelle attività pilota.".

Le proposte coprono una pluralità di discipline utili (con la presenza di importanti operatori impegnati direttamente nel campo sanitario e non) in particolare per il tema salute:

  1. Assistenza sociale
  2. Supporto alle attività dei medici
  3. Monitoraggio e sicurezza
  4. Telemedicina
  5. Epidemiologia e pianificazione delle risorse

Tra le proposte da realizzare per il settore sanitario si colgono i seguenti progetti:

  • uso di minirobot a guida autonoma per la consegna "contactless" di merci nelle città basate sul posizionamento accurato di Galileo (farmacie, campioni sanitari, beni urgenti);
  • uso di furgoni equipaggiati con il top della tecnologia di comunicazione e localizzazione satellitare che permettono il veloce dispiegamento di mini-laboratori sul territorio per interventi ad-hoc in situ e capacità di dialogare con gli ospedali e i centri competenti da remoto;
  • utilizzo di dati satellitari (immagini ottiche, multispettrali come quelli forniti dal satellite italiano PRISMA) combinati con sensori a terra per identificare le correlazioni tra ambiente, micro-clima, inquinamento e diffusione del virus;
  • servizi di telemedicina per pazienti e operatori sanitari che sfruttano teleassistenza e sensori indossabili e applicativi software intelligenti;
  • utilizzo di realtà aumentata per facilitare gli operatori sanitari nel gestire le operazioni dentro le strutture ospedaliere e all'esterno con dati e informazioni che si aggiungono alla normale visione.

Per il tema istruzione a distanza tra le proposte sono presenti anche:

  • attività di e-learning che prevedono l'uso di laboratori a bordo della Stazione Spaziale Internazionale creando l'opportunità di sperimentare da casa direttamente nello spazio;
  • servizi di telecomunicazione ibrida terrestre-satellitare per sopperire al digital divide delle aree nazionali non coperte dal 4G per la scuola a distanza per tutti.

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Source: meteoweb.eu

Coronavirus: in Abruzzo solo 6 casi su un totale di 1189 tamponi analizzati (0.5%)

abruzzo

Dall’inizio dell’emergenza in Abruzzo sono stati registrati 3078 casi positivi al Coronavirus, diagnosticati dai test eseguiti nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara, dall’Istituto Zooprofilattico di Teramo e dall’Universita’ di Chieti. Rispetto a ieri si registra un aumento di 6 casi su un totale di 1189 tamponi analizzati (0.5% di positivi sul totale). Nella giornata di ieri i positivi erano stati 25 su un totale di 1157 tamponi analizzati (2.2 per cento). 250 pazienti (-13 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva (30 in provincia dell’Aquila, 86 in provincia di Chieti, 103 in provincia di Pescara e 31 in provincia di Teramo), 10 (-2 rispetto a ieri) in terapia intensiva (2 in provincia dell’Aquila, 1 in provincia di Chieti, 5 in provincia di Pescara e 2 in provincia di Teramo), mentre gli altri 1453 (-42 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl (67 in provincia dell’Aquila, 478 in provincia di Chieti, 761 in provincia di Pescara e 147 in provincia di Teramo).
Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 351 pazienti deceduti (+3 rispetto a ieri): i nuovi decessi (alcuni dei quali avvenuti nei giorni scorsi, ma la cui positivita’ al virus e’ arrivata nelle ultime 24 ore) riguardano una 59enne di Teramo, una 95enne e un 84enne di Pescara (spettera’ in ogni caso all’Istituto Superiore di sanita’ attribuire le morti al Coronavirus, in quanto si tratta di persone che potrebbero gia’ essere state affette da patologie pregresse); 1014 dimessi/guariti (+60 rispetto a ieri, di cui 232 che da sintomatici con manifestazioni cliniche associate al Covid 19, sono diventati asintomatici e 782 che hanno cioe’ risolto i sintomi dell’infezione e sono risultati negativi in due test consecutivi).
Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 1713, con una diminuzione di 57 unita’ rispetto a ieri. Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 46103 test, di cui 40844 sono risultati negativi.

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Source: meteoweb.eu