среда, 18 марта 2020 г.

Bce: «Non abbiamo finito le munizioni, pronti a nuove misure contro la crisi»

La Banca Centrale europea prova a calmare i mercati in picchiata, in particolare sul mercato dei titoli di Stato, chiarendo che non ha ancora utilizzato tutti gli strumenti di politica monetaria a disposizione. Con una nota forse senza precedenti nella vita della Bce, l’istituto di Francoforte con una nota ufficiale ha preso le distanze dalle dichiarazioni del governatore austriaco (e membro del consiglio della Bce stessa) Robert Holzmann, il quale aveva dichiarato a quotidiano Der Standard che la politica monetaria potrebbe avere raggiunto il proprio limite. «Con riferimento ai commenti del governatore Holzmann» — recita la nota ufficiale diffusa mercoledì mattina — «il consiglio è stato unanime nella sua analisi che in aggiunta alle misure assunte lo scorso 12 marzo, la Bce continuerà a monitorare da vicino le conseguenze sull’economia della diffusione del Coronavirus e che la Bce è pronta a adeguare tutte le sue misure, qualora fosse opportuno, se dovesse essere necessario per salvaguardare le condizioni di liquidità nel sistema bancario e per assicurare una fuida trasmissione della sua politica monetaria in ogni giurisdizione».

Per calmare i mercati e rassicurare sul fatto che la Bce può operare ed è intenzionata a farlo, è scesa in campo anche il membro tedesco del consiglio direttivo della Bce, la banchiera centrale Isabel Schnabel: «La Bce è pronta a tutto per contrastare le interruzioni dei mercati che mettono a rischio la trasmissione della sua politica monetaria», ha dichiarato in un‘intervista pubblicata sul sito della Banca centrale europea, sottolineando che si tratta di una «decisione unanime del consiglio direttivo». «Stiamo vivendo tempi difficili: le borse sono estremamente volatili, i prezzi sui mercati azionari sono diminuiti drasticamente. E ora gli eventi si stanno gradualmente riflettendo nei dati che otteniamo dall’economia reale — ha proseguito Schnabel — La produzione in Cina è notevolmente diminuita a gennaio e febbraio. Ciò avrà anche un impatto sul sistema bancario. Ma al momento non vi è alcuna crisi bancaria acuta. Tuttavia, stiamo monitorando attentamente la situazione attuale in modo da poter reagire rapidamente ai nuovi sviluppi, se necessario».

Nell’intervista la governatrice ribadisce che il pacchetto di misure annunciato giovedì è molto ampio e che in ogni caso «la Bce è pronta a fare tutto il possibile per affrontare le turbolenze del mercato che interromperanno la trasmissione della politica monetaria, altrimenti la politica monetaria non funzionerà». Ma aggiunge: «Abbiamo anche bisogno di una forte risposta fiscale, idealmente a livello europeo. La Bce può fornire liquidità alle banche ma ciò non significa necessariamente che le banche prestino davvero a loro volta alle aziende in difficoltà a causa del virus. È qui che entra in gioco lo stato. Può sostenere l’economia, ad esempio offrendo garanzie di credito. Il governo tedesco ha adottato tali garanzie nel suo pacchetto del venerdì. E decisioni simili sono state prese in altri stati membri».

Il governatore della Banca Centrale austriaca, Robert Holzmann, uno dei falchi all’interno del Consiglio direttivo della Banca Centrale, aveva dichiarato al quotidiano De Standard che «Una volta che i mercati hanno visto che Lagarde era seria» circa le sue dichiarazione sullo spread «e che su questo c’era unanimità all’interno del Consiglio, si sono resi conto di non poter mantenere questi prezzi gonfiati sui listini». Inoltre aveva aggiunto che la crisi economia può essere anche «una purificazione» nella quale il compito dei governi dovrebbe essere di «garantire la sopravvivenza delle aziende e il sostentamento delle persone» ma facendo distinzione fra le «aziende che non sarebbero sopravvissute comunque e quelle che lo avrebbero fatto».

Una pulizia che — aveva sottolineato — «la politica monetaria negli ultimi anni con tassi di interesse pari a zero e negativi ha in qualche modo interrotto: una crisi può anche servire per venirne fuori più forti». «I prestiti saranno erogati alle aziende che rischiano un default, come nel settore turistico. Ma bisogna assicurarsi che sopravvivano solo le aziende vitali, quelle che sarebbero uscite dal mercato anche senza una crisi non dovrebbero sopravvivere», aveva spiegato. Per Holzmann «il contenuto della comunicazione» fatta da Christine Lagarde circa il ruolo della Bce sugli spread «è corretto», visto che in pratica ha affermato «che la politica monetaria ha raggiunto i suoi limiti».

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